IL DEF ALLA CAMERA/ IL PARERE DELLA COMMISSIONE ESTERI: PERCEZIONI CONSOLARI PER RAFFORZARE I SERVIZI PER I CONNAZIONALI

IL DEF ALLA CAMERA/ IL PARERE DELLA COMMISSIONE ESTERI: PERCEZIONI CONSOLARI PER RAFFORZARE I SERVIZI PER I CONNAZIONALI

 

ROMA\ aise\ – Nella seduta di ieri alla Camera, la Commissione Affari esteri ha approvato il parere al Documento di economia e finanza 2016. Alla presenza del vice ministro Giro, i deputati hanno dato l’ok al Def con una osservazione per la Commissione Bilancio: trasferire ai consolati almeno una parte delle percezioni consolari così da poter rafforzare i servizi per i connazionali.
Di seguito il testo del parere.
La III Commissione (Affari esteri e comunitari),
esaminato per le parti di competenza il Documento di economia e finanza 2016 (Doc. LVII, n.?4 e Allegati);
preso atto del contesto macroeconomico internazionale, in cui si è registrato nel 2015 il progressivo rallentamento delle grandi economie emergenti e la protratta fase di debolezza dell’Eurozona che hanno negativamente influenzato l’andamento della domanda esterna;
condivisa l’analisi svolta nel documento in merito al permanere, nell’area dell’euro, di spinte deflazionistiche – in parte dovute alle continue cadute delle quotazioni delle materie prime, ma anche alla debolezza della domanda interna – che ostacola la trasmissione all’economia reale delle misure straordinariamente espansive di politica monetaria adottate dalla Banca Centrale Europea;
evidenziato come i dati congiunturali disponibili confermino per l’economia italiana il superamento del punto di minimo del ciclo economico e l’avvio di una fase ciclica moderatamente espansiva, che sta beneficiando di diversi fattori quali il deprezzamento dell’euro e l’ampia flessione del prezzo del petrolio;
valutate positivamente le previsioni di una discesa, nel 2016, del debito pubblico, con una prima riduzione di 1,6 punti percentuali rispetto all’anno precedente, cui seguirà un ulteriore decremento nel 2017 e nel 2018, rispettivamente di circa 3,5 e 4 punti di PIL, fino a raggiungere il livello del 120 per cento nell’anno terminale del periodo di previsione con una riduzione complessiva nel periodo medesimo di oltre 12 punti percentuali;
preso atto positivamente dell’impegno a proseguire con determinazione nel percorso di riallineamento dell’Aiuto pubblico allo sviluppo italiano agli standard internazionali della media dei Paesi aderenti all’OCSE anche al fine di conseguire l’obiettivo, a livello di Unione europea, dello 0,7 per cento entro il 2030 che rappresenta il nuovo orizzonte temporale stabilito dalla nuova Agenda per lo Sviluppo Sostenibile, adottata dal Vertice delle Nazioni Unite di New York del settembre 2015;
espressa condivisione per l’orientamento del Governo a dare continuità, nelle sedi internazionali, ad un’azione volta a promuovere l’adozione di nuovi strumenti convenzionali di contrasto all’evasione ed all’elusione fiscale ed a finalizzare il Progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) promosso in seno al G20 e realizzato dall’OCSE per il contrasto all’elusione fiscale da parte delle imprese multinazionali;
considerato altresì con favore l’approccio ad una politica di bilancio integrata da un’ampia gamma di riforme istituzionali – quali la nuova legge elettorale, il superamento del bicameralismo e la revisione dell’allocazione delle competenze tra centro e periferia – pienamente funzionali ad una governance politica più stabile ed efficace e dunque idonea a promuovere indirizzi di politica economica orientati al medio e lungo termine;Pag. 30
ritenendo pienamente condivisibile il programma di riforme delineato nel Documento che prevede, in sintonia con gli orientamenti espressi dalla Commissione europea, l’adozione di nuove policy a sostegno della competitività e della tenuta dei sistema produttivo italiano sul mercato internazionale, che dovrà essere oggetto di un’opportuna azione d’indirizzo e di controllo da parte dei competenti organi parlamentari,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente osservazione:
valuti la Commissione di merito, in continuità con gli impegni assunti in sede di approvazione della legge di stabilità 2016, l’opportunità di rafforzare i servizi consolari rivolti alle imprese ed alle comunità italiane all’estero, trasferendo agli uffici consolari una quota parte dei proventi derivanti dall’introduzione della tariffa per la trattazione delle domande di cittadinanza, in proporzione alla percezione dei diritti realizzata in ciascuna sede consolare e con l’esplicito mandato di riassorbire le giacenze delle domande di cittadinanza”. (aise)