Asse Usa-Emilia dopo le nozze Medtronic-Bellco

MIRANDOLA (MODENA)

Si gioca attorno a quota 11% il rapporto tra Stati Uniti ed Emilia-Romagna: 11% è l’incidenza del mercato americano sull’export regionale(6 miliardi sui 55 complessivi nel 2015, gli Usa sono superati solo dalla Germania); 11% è il peso degli azionisti a stelle e strisce sulle 23.668 imprese della via Emilia a partecipazione estera e, viceversa, il peso delle partecipate oltreoceano sulle 5.577 società estere in mano a imprenditori emiliano-romagnoli (gli Usa sono il primo partner della regione per Ide in entrata e uscita). Ma questo 11% è un numero al ribasso.

«Gli investimenti statunitensi potrebbero essere più alti se non ci fossero burocrazia, incertezza normativa e tempi della giustizia tre volte quelli americani a ostacolare l’arrivo di capitali in Italia, alla luce dell’eccellenza di tecnologia, qualità e competenze che offre il Paese, e questo distretto in particolare», afferma l’ambasciatore degli Stati Uniti John R. Phillips, ieri in visita alla Bellco di Mirandola, azienda leader nelle soluzioni di emodialisi acquisita lo scorso febbraio dal colosso nordamericano Medtronic, 28 miliardi di dollari di turnover nelle biotecnologie (e 2 miliardi investiti in R&S ogni anno) e 90mila dipendenti in 160 Paesi. «L’Italia può ambire a diventare hub europeo delle scienze della vita, ma servono trasparenza e regole definite per pianificare investimenti più che sgravi fiscali e promozione», aggiunge Phillips, attaccando la misura italiana del pay-back in sanità e quasi in risposta ai bandi da 25 milioni di euro per attrarre investimenti appena messi in pista dal governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, con cui ieri Phillips ha avuto il primo incontro istituzionale.

Il big del Minnesota era già approdato due anni fa a Mirandola attraverso l’acquisizione del gruppo Covidien, ma ha rinnovato ieri il suo impegno «a mantenere gli asset e a investire nel distretto sia nel breve termine, aprendo a Bellco la rete commerciale mondiale del gruppo per globalizzare il business, sia nel medio-lungo termine studiando modelli alternative di cure che portino benefici di efficienza e sostenibilità sia ai dializzati sia al sistema sanitario nazionale», sottolinea il presidente e ad di Medtronic Italia, Luciano Frattini. Che non anticipa cifre di budget e investimenti per il neoacquisto (Bellco ha chiuso il 2015 con 108 milioni di fatturato e 550 dipendenti tra Mirandola e il sito di Tolosa) ma è ottimista, «perché l’avanguardia degli impianti e la motivazione del personale sono la miglior premessa».

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