EDITORIA ITALIANA ALL’ESTERO: IL DIBATTITO IN COMMISSIONE ESTERI

 

EDITORIA ITALIANA ALL’ESTERO: IL DIBATTITO IN COMMISSIONE ESTERI

ROMA\ aise\ – La Commissione Affari Esteri della Camera ha esaminato ieri in sede consultiva la proposta di legge “Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione del sostegno pubblico all’editoria”, all’esame della Commissione Cultura. Presente alla seduta il sottosegretario agli esteri Vincenzo Amendola.
Relatore in Commissione, il deputato Fabio Cassano ha spiegato ai colleghi che il testo è all’esame della commissione “nel contesto della delega conferita al Governo” all’articolo 2, che alla lettera b), punto 2), indica il mantenimento del finanziamento “delle imprese editrici di quotidiani e di periodici in lingua italiana editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero” (Emendamento 2.24.(approvato): “Al comma 2, lettera b), numero 2, dopo le parole: “italiani in lingua italiana” aggiungere le seguenti: “editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero,”.).
Si tratta, ha spiegato, “di una nozione più ampia rispetto a quella inizialmente contemplata dalle proposte di legge presentate e dello stesso nuovo testo base, adottata a seguito dell’approvazione in Commissione Cultura di un emendamento presentato dai colleghi del Partito Democratico eletti nella circoscrizione Estero onorevoli Porta, Fedi, Farina, Garavini, La Marca e Tacconi”.
La modifica apportata al nuovo testo, ha aggiunto, “rende il testo del provvedimento coerente con la legislazione vigente che articola le diverse tipologie già beneficiarie dei contributi nei “quotidiani italiani editi e diffusi all’estero” e nelle “imprese editrici di periodici italiani pubblicati all’estero, nonché di pubblicazioni edite in Italia e diffuse prevalentemente all’estero”. La nuova formulazione contribuisce, inoltre, ad esplicitare il ruolo del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale con il cui concerto sarà adottato il decreto legislativo attuativo della delega, secondo quanto era già previsto dal successivo comma 3”.
Concludendo, il relatore ha ricordato che “il settore dell’editoria italiana all’estero e per l’estero ha già registrato un impulso positivo nella presente legislatura con l’entrata in vigore della legge di stabilità per l’anno 2016 che, per l’anno in corso, ha integrato di 650 mila euro lo stanziamento già previsto relativo all’articolo 1-bis del decreto-legge 18 maggio 2012, n.63, che prevede contributi pari a due milioni di euro per la stampa italiana all’estero e per l’estero. Si tratta di un segnale di un’attenzione nuova e rafforzata nei confronti delle nostre comunità di connazionali all’estero, per le quali l’informazione e l’editoria in lingua italiana costituiscono un fondamentale fattore identitario e di legame con il nostro Paese, oltre che uno strumento efficace di promozione della nostra cultura nel mondo”.
“Per tali ragioni – ha concluso – propongo che la Commissione esprima un parere favorevole sul provvedimento in titolo”.
Nel breve dibattito che ne è seguito, il deputato 5Stelle Carlo Sibilia ha annunciato il voto contrario del suo gruppo che da sempre è contrario al finanziamento pubblico dell’editoria. Più che sulla stampa italiana all’estero e per l’estero, insomma, Sibilia ha contestato tutto l’impianto della nuova legge. Secondo i 5 stelle – che avevano presentato una proposta di legge per abolire i fondi all’editoria, respinta dalla Commissione Cultura nel 2015, dunque mai discussa in Aula – vista la presenza dell’informazione online non c’è più bisogno del sostegno pubblico. La stampa “deve reperire sul mercato le proprie fonti di finanziamento, senza intrusioni di carattere statale, così da superare una concezione dell’informazione che guarda ai cittadini come a meri soggetti passivi”.
È quindi intervenuto Giuseppe Stefano Quintarelli (Misto) che ha tentato di inserire nel dibattito la questione delle pensioni dei giornalisti free lance e delle testate online, sostenendo che “tali questioni riguardino anche l’editoria rivolta all’estero”, annunciando l’astensione del suo gruppo sul voto del parere.
Deputato eletto all’estero, Marco Fedi (Pd) ha spiegato al collega che le questioni da lui richiamate hanno “una portata generale e non sono
pertinenti rispetto alle parti di competenza di questa Commissione, contenute nel provvedimento”.
Concludendo, Amendola, dopo aver sottolineato che “i temi richiamati dal deputato Sibilia rivestono valore centrale, riguardando il rapporto tra politica ed editoria, oltre a fondamentali principi costituzionali”, ha sostenuto che “l’emendamento approvato in Commissione cultura rispetto all’articolato di competenza di questa Commissione sia conforme allo spirito della nostra Costituzione e alla sensibilità che la nostra rete all’estero dimostra col proprio lavoro quotidiano rispetto alla libertà e al pluralismo dell’informazione”.
La Commissione ha quindi approvato la proposta di parere del relatore. (aise)