STABILITÀ E BILANCIO DI PREVISIONE: LE RISORSE DELLA FARNESINA/ L’ESAME IN COMMISSIONE AFFARI ESTERI

ROMA\ aise\ – Con la seduta di ieri pomeriggio, la Commissione Affari esteri del Senato ha iniziato l’esame, in sede consultiva, della Legge di Stabilità e del Bilancio di previsione dello Stato, con la famigerata tabella 6.
Sul fronte della Stabilità, il relatore Sangalli (Pd) ha spiegato che tra le maggiori entrate il Governo ha inserito la dismissione di immobili all’estero non più in uso (articolo 33, comma 21): “la normativa attuale prevedeva che i fondi in questione avrebbero dovuto essere riassegnati al Ministero per gli affari esteri e la cooperazione internazionale. Con la legge di stabilità si prevede invece che tali entrate confluiscano nel bilancio generale dello Stato, nel limite di 20 milioni di euro per il 2016 e di 10 milioni per ciascuno degli anni 2017 e 2018. In questo modo l’amministrazione degli esteri è incentivata ad accelerare il processo di dismissione del patrimonio, perché eventuali maggiori introiti, oltre le soglie indicate, sarebbero riassegnati al suo bilancio”.
Maggiori entrate, ha aggiunto, “deriveranno anche dall’incremento delle tariffe consolari” dal 20 al 40% (atti di stato civile, notarili, legalizzazioni e traduzioni) e introduce una tariffa fissa di 50 euro per i visti d’ingresso per studio (misura già presente nei principali Paesi europei).“Escluse dagli aumenti le pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana a persona maggiorenne”, ha assicurato.
In totale queste misure dovrebbero far incassare “6 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2018 (articolo 33, commi 19 e 20)”.
Il Maeci sarà autorizzato, dopo un anno di pausa, “a bandire il concorso per l’assunzione di 35 diplomatici all’anno nel triennio 2016-2018”.
Sul fronte dei risparmi, Sangalli ha parlato del personale docente delle scuole italiane all’estero (articolo 33, comma 22): “qui il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione del contingente consente lo sblocco delle partenza del personale di ruolo e dunque permette di ridurre lo stanziamento per il personale supplente per 2 milioni di euro annui”.
Quanto alle misure di “razionalizzazione”, la “riduzione delle spese rimodulabili del Ministero (articolo 33, comma 1) consente poi riduzioni delle dotazioni finanziarie che ammontano complessivamente a 8,2 milioni di euro per il 2016, a 6,3 milioni di euro per il 2017 e per il 2018”.
Quindi, secondo un copione già visto e sentito, Sangalli spiega che “le più rilevanti sono riferibili al programma “Italiani nel mondo e politiche migratorie” (oltre 2,6 milioni di euro per il 2016 e per oltre 2,8 milioni di euro per 2017 e 2018). Rilevante è anche l’intervento di riduzione del programma “presenza dello Stato all’estero tramite le strutture diplomatico-consolari” (1 milione per il 2016, 2,1 milioni per il 2017 e per il 2018)”.
Sul fronte dell’internazionalizzazione vengono assegnati 50 milioni in più all’Ice nell’ambito del piano straordinario “Made in Italy”, previsto dal cosiddetto decreto “sblocca Italia”, ma vengono ridotti “gli stanziamenti per la rete delle Camere di commercio italiane all’estero”.
La tabella 6.
Il ddl di bilancio assegna un ammontare complessivo di circa 2 miliardi e 152 milioni di euro per il 2016.
Lo stato di previsione è articolato con riferimento a tre missioni: “Missione n. 4 , che è quella assolutamente prevalente – spiega Sangalli – cioè “L’Italia in Europa e nel mondo”, ha uno stanziamento di competenza per il 2016 di 2 miliardi e 60 milioni di euro; Missione n. 32 – Servizi istituzionali e generali delle Amministrazioni pubbliche, con 76,32 milioni; Missione n. 33 – Fondi da ripartire, con 15 milioni e mezzo. Lo stanziamento di competenza del Ministero degli esteri è quasi interamente destinato alle spese di parte corrente. Le spese in conto capitale ammontano infatti a 10.3 milioni. L’incidenza degli stanziamenti del Ministero rispetto al bilancio complessivo resta quindi molto bassa, risultando pari allo 0,38 per cento, una percentuale molto inferiore a quella dei nostri principali partner europei”.
Il senatore rileva che “rispetto alle previsioni assestate per il 2015 pari a 2.425,9 milioni di euro (di cui 2.378,5 milioni di euro per la parte corrente e 47,4 milioni di euro per il conto capitale), gli stanziamenti di competenza iscritti nello stato di previsione del Ministero per gli affari esteri e la cooperazione internazionale per il 2015 fanno registrare un decremento complessivo di 273,5 milioni di euro (risultante dalla diminuzione di 235,4 milioni di parte corrente e di 37,1 milioni nel conto capitale). Il decremento complessivo sugli stanziamenti per il 2016 si attenuerà, una volta approvato l’articolo 23 comma 2, del disegno di legge di stabilità, per effetto degli incrementi a favore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo per euro 120 milioni per l’anno 2016”.
“Abbastanza critico”, continua Sangalli, “il capitolo che riguarda gli italiani nel mondo e la promozione della lingua e della cultura italiane, che ha una riduzione complessiva di oltre 3,6 milioni di euro. Per il funzionamento dei Comitati degli italiani all’estero e del Consiglio generale italiani all’estero la riduzione è di circa 74 mila euro. Su questo versante la riduzione dei costi può trovare una giustificazione nella riduzione numerica degli organi di rappresentanza delle nostre comunità all’estero”.
“Trova invece una qualche giustificazione molto più ardua la forte riduzione dei contributi per la diffusione della lingua e cultura italiana all’estero”, ammette il senatore. “Per la manovra finanziaria dello scorso anno il Rapporto della Commissione affari esteri sottolineava la necessità di “un potenziamento delle politiche di promozione e diffusione della lingua e della cultura all’estero, strumento essenziale di proiezione internazionale del nostro Paese, attraverso l’incremento delle risorse disponibili e la predisposizione di interventi in grado di compensare gli effetti negativi prodotti dalla riduzione dei contingenti del personale docente impiegato all’estero. Questo auspicio lo scorso anno si era alla fine realizzato, grazie ad un significativo aumento delle risorse, in sede di approvazione definitiva della manovra. Quest’anno invece si rischia di tornare indietro, alle dotazioni del 2014”.
“Rispetto al 2015 – sottolinea – il taglio è consistente, ammontando a circa 3,3 milioni di euro, su uno stanziamento complessivo di poco inferiore ai 12 milioni. Su questo ambito, considerato il ruolo che la nostra cultura svolge all’estero, anche come traino per l’export, sarà necessario un intervento emendativo”.
Primo ad intervenire al dibattito, Micheloni (Pd) ha espresso “un giudizio fortemente negativo sul versante degli italiani all’estero. Il taglio ai fondi dedicati alla promozione della lingua e della cultura italiane è infatti consistente (quasi il 30 per cento rispetto agli stanziamenti del 2015) e accentua la tendenza, ormai in corso da molti anni, all’impoverimento in questo settore. Credo sia necessario non solo di recuperare i tagli rispetto al 2015, ma di aumentare notevolmente le risorse a disposizione. Il Cqie sta svolgendo, insieme alla Commissione cultura, un’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, a conclusione della quale presenterà una serie di proposte per tutto questo settore”.
Quanto “ai tagli agli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero” essi “mettono a rischio il loro funzionamento. Sarebbe invece necessario aumentare tali fondi, e nello stesso tempo definire una riforma complessiva di tali organi”. Quanto alle Camere di commercio italiane all’estero esse “rappresentano un pezzo importante del nostro Paese nel mondo, e dunque non meritano la forte riduzione di contributi previsti”. Invece “è assai discutibile l’ulteriore incremento delle dotazioni dell’ICE, che già lo scorso anno ha ricevuto un finanziamento straordinario, cui non è corrisposto un significativo miglioramento dei suoi risultati”. Micheloni ha quindi sottolineato che “il taglio di 48 milioni dei patronati, previsto nella manovra, comporterà la chiusura di un gran numero di uffici di patronato all’estero. Anche in questo caso occorrerebbe una riforma di tali enti, rafforzando gli strumenti di trasparenza e di corretta gestione, in modo da garantire notevoli risparmi”. Concludendo, Micheloni ha chiesto chiarimenti “sulla possibilità che, nell’ambito della manovra finanziaria, possa essere finalmente risolta la questione dell’abolizione delle imposte anche per gli immobili di proprietà di italiani residenti all’estero”.
D’accordo con le critiche di Micheloni anche gli eletti all’estero Di Biagio (Ap) e Zin (Maie).
Nel suo intervento, il sottosegretario Della Vedova ha spiegato che “la riduzione dello stanziamento per i supplenti presso le scuole italiane all’estero” è dovuta al fatto che “la recente riforma del settore ha consentito lo sblocco delle partenze del personale di ruolo trasferito dall’Italia e la copertura dei posti vacanti. È stato quindi possibile ridurre lo stanziamento per il personale supplente, cui si era dovuto fare ricorso negli ultimi anni”.
Quanto ai capitoli di spesa relativi alla promozione della lingua e della cultura italiane, Della Vedova ha assicurato “la disponibilità del Governo ad una possibile rimodulazione dei tagli”. (aise)