Riunione addetti scientifici alla Farnesina

ROMA\ aise\ – Sono 25 gli addetti scientifici – 19 in servizio e 6 in attesa di assumere le funzioni – riuniti oggi alla Farnesina per la riunione promossa dal Ministero degli esteri e aperta daiMinistri Paolo Gentiloni e Stefania Giannini.
Gli addetti scientific operano presso le Ambasciate italiane a Belgrado, Berlino, Londra, Mosca, Cairo, Tel Aviv, Pretoria, Canberra, Hanoi, New Delhi, Pechino, Seoul, Tokyo, Brasilia, Buenos Aires, Città del Messico, Ottawa e Washington, oltre che presso i Consolati di San Francisco, Shanghai e Chongqing e le Rappresentanze permanenti presso le Organizzazioni internazionali di Ginevra e Parigi. Ad essi si affiancano due Addetti per le questioni spaziali in servizio presso l’Ambasciata a Washington e la Rappresentanza a Bruxelles (dove opera anche un Addetto incaricato di seguire le politiche relative alla scienza e all’innovazione dell’Unione europea).
Anche a loro, come fatto con gli ambasciatori e i direttori degli Istituti Italiani di Cultura, il Governo ha ricordato quanto sia fondamentale “fare sistema” per avere più peso nel mondo.
Nel suo intervento, Gentiloni ha ribadito ancora una volta come l’Italia non possa crogiolarsi sull’importanza del suo passato, ma debba guardare al futuro. “L’Italia del campo culturale deve guardare in avanti, al futuro, cioè ai campi della scienza, della ricerca e dell’innovazione”.
Un mondo dei saperi che “non ha barriere e confini” ma che cresce e si sviluppa anche grazie alla mobilità di chi lavora ai diversi progetti. Mobilità, ha osservato il Ministro, cui “non dobbiamo guardata con preoccupazione o come un rischio”, ma, al contrario, come “apertura al mondo”.
La criticità, emersa ancora una volta, sta quindi nella incapacità dell’Italia di attrarre studenti e ricercatori: “abbiamo bisogno di più presenze internazionali nel nostro sistema dell’università e della ricerca”, ha osservato ancora una volta Gentiloni. Per centrare questo obiettivo “serve uno sforzo per connettere il più possibile i nostri ricercatori italiani all’estero con il sistema Paese”.
Dello stesso avviso il Ministro Giannini secondo cui alle “eccellenze italiane” serve una “visione strategica che faccia sì che la ricerca diventi un segmento fondamentale della politica del Paese e della politica estera del Paese”.
“Investire in capitale umano è una priorità”, ha quindi sottolineato il Ministro, che ha ssicurato: “lo sarà anche nella legge di stabilità”. Giannini ha quindi parlato di “quality spending” e del rapporto “tra investimenti pubblici ed investimenti privati”, citando tra le priorità del Governo quella di colmare il divario del Sud che pure “ha centri di eccellenza e una comunità di giovani talenti”. (aise)