60 MLD DI EURO PERSI FRA ITALIAN SOUNDING E CONTRAFFAZIONE ALIMENTARE

60 MLD DI EURO PERSI FRA ITALIAN SOUNDING E CONTRAFFAZIONE ALIMENTARE

 

ROMA\ aise\ – L’esposizione universale è una grande opportunità per l’Italia ma occorre tutelare le aziende dai pericoli di contraffazione dei loro marchi e prodotti.
L’avvocato Alessandro Fiammenghi mette in guardia dai pericoli della contraffazione dei marchi italiani e dai finti prodotti italiani spinti dal fenomeno “Italian Sounding” per quel che concerne il settore alimentare e tutto il made in Italy.
Lo studio Fiammenghi-Fiammenghi conferma le indubbie opportunità di business legate ad Expo 2015 per promuovere il Paese, le singole regioni e uno spazio democratico italiano dove espongono 140 Paesi da tutto il mondo.
“E ricordiamo che nell’importantissimo settore “food” l’Italia gioca un ruolo fondamentale per la qualità e la varietà dei suoi prodotti tipici”, puntualizza l’avvocato Alessandro Fiammenghi.
Di contro però alcuni dati allarmanti provengono dal convegno “Food, Tech & Law”: sequestrati oltre 3.521.438 articoli contraffatti, per un totale di 8.324 sequestri penali e ulteriori 30.720.278 beni per un totale di 45.851 sequestri amministrativi fra il 2011 e il 2013 nel solo territorio di Milano. Certamente un sistema negativo per il made in Italy che incide gravemente sia dal punto di vista produttivo che della proprietà intellettuale. L’avvocato Fiammenghi segnala alcuni dati allarmanti: ”secondo un rapporto ICE/Federalimentare 2010 il totale della contraffazione e Italian Sounding a scapito delle IG italiane nel mondo sarebbe di ben 60 miliardi di euro, il doppio del giro d’affari delle vere aziende italiane”.
Continua Fiammenghi: “Altro pericolo è l’Italian Sounding: marchi che suonano come italiani ma in realtà non lo sono! Prodotti con nomi apparentemente italiani, ma non realizzati in Italia, e che circolano nei mercati internazionali. Un allarme in tal senso arriva dalla Federazione Russa dove, per via delle contro sanzioni imposte dalla Russia alla UE nel settore “food”, c’è un proliferare di prodotti che appaiono italiani, ma non lo sono. Questo è avvenuto proprio in seguito all’improvvisa mancanza di diversi generi alimentari banditi dalla Russia e che alcune aziende italiane hanno provveduto a proporre nel mercato russo proprio attraverso la tecnica dell’Italian Sounding”. (aise)