L’EMIGRAZIONE FRIULANA NEL MUSEO VIRTUALE DEI TRANSATLANTICI ITALIANI

L’EMIGRAZIONE FRIULANA NEL MUSEO VIRTUALE DEI TRANSATLANTICI ITALIANI

 

TRIESTE\ aise\ – “Una nave è uno dei più perfetti concentrati, per dir così, del nostro Paese, una sintesi delle sue qualità più nobili, una delle più probanti testimonianze della nostra civiltà effettiva: perché per fare una poesia, o un quadro, o un’opera lirica, o un film o anche una grande scoperta bastano pochi cervelli sparsi qua e là, intorno ai quali ci può essere anche il deserto; ma non si fa un transatlantico se dietro non c’è tutta una moltitudine organizzata di uomini d’alto livello intellettuale e tecnico. Questo è il motivo per cui non è retorica dire che una bella nave fa onore al Paese che l’ha costruita”. Con queste parole di Dino Buzzati, si presenta il museo virtuale che racconta (e non dimentica) la storia dei transatlantici italiani.
L’iniziativa, che viene presentata oggi a Trieste, è promossa dall’associazione culturale “Italian Liners”: il “museo virtuale” si compone di circa quarantamila immagini catalogate e digitalizzate ad alta risoluzione, oltre che di filmati, locandine, manifesti pubblicitari e altri materiali raccolti allo scopo di far conoscere lo stile, il design, i raffinati arredamenti e l’inconfondibile architettura delle navi per il trasporto passeggeri realizzate nei cantieri giuliani e liguri.
Per i corregionali all’estero il “museo virtuale” potrebbe essere particolarmente interessante, poiché al suo interno vi è una sezione riservata all’emigrazione e ai 29 milioni di Italiani che tra il 1861 e il 1970 si imbarcarono in terza classe e lasciarono il nostro Paese per cercare fortuna nelle Americhe e in Australia.
Il paziente lavoro di raccolta, che è iniziato due anni fa per volere dell’architetto Nicolò Capus e ha richiesto più di diecimila ore, è stato curato dall’associazione culturale “Italian Liners”, fondata e gestita da un piccolo gruppo di professionisti riuniti attorno allo storico navale Maurizio Eliseo; per l’allestimento del sito web è stato determinante l’impegno del web master Michele D’Iorio, che lavora a Bangkok e coordina uno staff di 15 persone. (aise) 

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