Legislatura 17ª – Comitato per le questioni degli italiani all’estero – Resoconto sommario n. 31 del 24/03/2015

Legislatura 17ª – Comitato per le questioni degli italiani all’estero – Resoconto sommario n. 31 del 24/03/2015

 

COMITATO PER LE QUESTIONI DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO

MARTEDÌ 24 MARZO 2015

31ª Seduta

Presidenza del Presidente

MICHELONI

            Interviene, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento, il segretario generale della CGIL, Susanna Camusso.

 

La seduta inizia alle ore 13,20.

 

SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI

 

Il presidente MICHELONI comunica che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento, è stata richiesta l’attivazione dell’impianto audiovisivo e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.

 

Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori.

 

PROCEDURE INFORMATIVE

Seguito dell’indagine conoscitiva sulla riforma dei Patronati italiani che operano fuori dal territorio nazionale per le comunità italiane residenti all’estero: audizione del segretario generale della CGIL, Susanna Camusso

 

Riprende l’indagine conoscitiva sospesa nella seduta del 27 novembre scorso.

 

Il presidente MICHELONI ringrazia il segretario generale della CGIL, Susanna Camusso per aver accolto l’invito a partecipare all’audizione e ricorda che il Comitato sta svolgendo una indagine conoscitiva sulle associazioni all’estero di patronati del lavoro. Il Governo ha avviato una più generale riflessione sugli istituti di patronato e in quest’ambito il Comitato desidera contribuire con l’obiettivo di salvaguardare l’importante ruolo svolto dalle associazioni di patronato a favore dei cittadini italiani residenti all’estero.

Passando all’oggetto dell’audizione riferisce che una delegazione del Comitato, nel corso di una più ampia missione in Svizzera, ha incontrato il Comitato difesa famiglie e alcune delle vittime della truffa operata da un dirigente dell’associazione INCA-CGIL di Zurigo. Ritenendo che le vittime siano non solo i pensionati ma anche l’INCA-CGIL e premettendo che il Comitato non vuole ergersi a giudice, ritiene necessario ricercare una soluzione per il risarcimento delle vittime e individuare le modalità che impediscano il ripetersi di tale truffa. Ricorda, infine, che il procedimento penale nei confronti del responsabile della sede di Zurigo è ancora in corso mentre il Tribunale federale di Zurigo ha condannato l’INCA al risarcimento delle vittime. Al riguardo afferma di non comprendere perché sia stato dichiarato il fallimento dell’INCA-Svizzera e domanda al Segretario generale se la CGIL sia responsabile delle associazioni all’estero, perché non si sia dato seguito alle richieste di risarcimento, se è vero che l’INCA stia aprendo nuove associazioni, e se, infine, sia possibile individuare un accordo extragiudiziale.

 

Il segretario generale della CGIL, Susanna CAMUSSO dichiara di non comprendere la motivazione dell’audizione della CGIL in quanto il sindacato ha solo una responsabilità indiretta sulle associazioni di patronato sia in Italia sia all’estero. Riferisce quindi, che in relazione alla delicatezza del caso, l’INCA nazionale si è interessata alla vicenda dopo formale denuncia da parte del Consolato italiano a Zurigo su irregolarità compiute dalla sede dell’INCA di Zurigo. Avendo immediatamente accertato che il dirigente locale operava autonomamente, al di fuori delle procedure, usando conti correnti a lui intestati – su cui versava pensioni di casse private svizzere – e che nulla avevano a che fare con le pensioni pubbliche erogate dall’INPS, la sede nazionale dell’INCA si è adoperata per consigliare le vittime della truffa per la rivalsa nei confronti delle casse svizzere. Alcuni pensionati hanno accolto i suggerimenti riuscendo anche ad ottenere un risarcimento. Sul fronte opposto il segretario generale Camusso riferisce di un Comitato difesa famiglie ostile che, attraverso un collegio di difesa rivelatosi inadeguato e in alcuni casi criminale, non è riuscito ad ottenere alcun risultato ed ha preferito coinvolgere le istituzioni, l’INCA nazionale e il sindacato. A suo avviso, il  percorso intrapreso dal Comitato difesa famiglie è stato controproducente e ciò è dimostrato dal fatto che in questa fase esiste solo un ricorso individuale nei confronti dell’INCA nazionale. Ricorda, infine, che la CGIL è un ente promotore, poiché la struttura dei patronati si costruisce attraverso le associazioni locali che hanno un rapporto di attività in convenzione con il patronato nazionale. Informa, quindi, che in Svizzera, su iniziativa nata nell’ambito della stessa comunità di italiani residenti, sono state ricostituite associazioni dell’INCA a Berna, Basilea e Bellinzona. Al riguardo domanda perché la delegazione parlamentare nel corso della sua missione in Svizzera non abbia incontrato alcun rappresentante di queste associazioni.

 

Il presidente MICHELONI  replica che la delegazione in Svizzera ha incontrato gli esponenti dei patronati indicati dal Consolato di Zurigo.

 

Il senatore DALLA TOR (AP (NCD-UDC)) comprende le argomentazioni fin qui esposte e ringrazia il Segretario generale per la sua presenza nella seduta odierna. Ricordando il toccante incontro con le vittime a Zurigo ritiene sorprendente che le associazioni di patronato non abbiamo nessuna forma di tutela assicurativa anche per danni derivanti da responsabilità professionale. Ritiene, quindi, indispensabile che per il futuro siano individuate regole che impediscano il ripetersi di truffe ai danni dei pensionati e auspica che la CGIL voglia adoperarsi per creare le condizioni che portino ad un accordo stragiudiziale per il risarcimento delle vittime.

 

La senatrice MONTEVECCHI (M5S) si associa ai ringraziamenti del senatore Dalla Tor per la partecipazione del Segretario generale e, richiamando le  dichiarazioni dalla stessa rese sui rapporti indiretti della CGIL con le associazioni di patronato, domanda quale sia la vigilanza del sindacato nei confronti degli associati che ostentano la sua immagine.

 

Il segretario generale CAMUSSO, ricordando che in caso di truffa prevalgono le responsabilità individuali, afferma che gli atti in questione non sono mai passati dagli uffici dell’INCA di Zurigo né da quelli dell’associazione svizzera. Tra il 2002 e il 2012 sono state regolarmente svolte ispezioni sia dal Ministero del lavoro sia dall’INCA nazionale. Ribadisce che l’attività svolta dal dirigente responsabile riguardava le casse svizzere e relazioni personali tra il truffatore e le vittime. Ritiene, infine, doveroso, a tutela del sindacato e dell’INCA nazionale, non assumersi responsabilità per attività non svolte. Impegnandosi a verificare se esistono i termini di legge per ricorrere contro le casse svizzere, si dichiara disponibile ad aiutare le vittime suggerendo loro di fare ciò che è giusto.

 

Il presidente MICHELONI, dando atto al Segretario generale che il Comitato difesa famiglie ha avuto in passato un atteggiamento ostile, rileva un totale cambiamento di impostazione. Conclude, quindi, ritenendo doveroso l’incontro svolto oggi tra il Segretario generale della CGIL e il Comitato per le questioni degli italiani all’estero che ha voluto rappresentare i disagi e i gravi problemi ricaduti sui pensionati e sulle loro famiglie che, vivendo solo di pensione sociale, hanno una drammatica prospettiva per la loro vecchiaia.

Dichiara quindi conclusa la procedura informativa.

 

Il seguito dell’indagine conoscitiva è pertanto rinviato.

 

La seduta termina alle ore 14,05.

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