DOPPIA TASSAZIONE PENSIONI IN CANADA: NEL MESSAGGIO DELL’INPS IL CHIARIMENTO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE MA… – di Virginio Aringoli

ROMA\ aise\ – In un suo recente messaggio (n.737/2015) l’Inps rende nota e ufficializza la risposta dell’Agenzia delle Entrate al suo interpello relativo al problema della doppia tassazione delle pensioni dell’Istituto pagate in Canada e conferma quanto già segnalato dall’Aise alcuni giorni fa.

L’Istituto previdenziale infatti comunica a tutte le proprie strutture territoriali che l’Agenzia delle Entrate ha finalmente chiarito che, per le pensioni di importo lordo superiore ai dodicimila dollari canadesi, l’aliquota fiscale imposta alla fonte deve essere applicata solo sulla quota eccedente tale valore e non sull’intero importo pensionistico come era stato fatto erroneamente finorapenalizzando numerosi pensionati italiani residenti in Canada.
Al contempo, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, ai sensi della vigente normativa interna e considerato l’attuale tasso di cambio dollaro canadese/euro, appare evidente come l’aliquota del 15% (prevista dall’art.18, par.2, lett.a) sia la più favorevole al contribuente e debba, pertanto, essere applicata ai sensi della citata norma dell’accordo italo-canadese contro le doppie imposizioni fiscali sull’importo eccedente i dodicimila dollari canadesi.
Si è conclusa quindi positivamente per molti titolari di pensioni erogate dall’Inps in Canada una controversia che si trascinava da anni, sulla quale erano intervenuti anche i parlamentari eletti nella Circoscrizione estero (in primis l’ex on. Gino Bucchino) con interrogazioni parlamentari e varie iniziative politiche.
Nel suo messaggio tuttavia l’Inps non chiarisce se, quando e in che modo le somme illegittimamente trattenute verranno restituite ai pensionati, i quali hanno subito la doppia tassazione e che ovviamente non hanno usufruito in Canada di un credito di imposta.
Si ricorda che, in virtù dell’accordo tra Italia e Canada attualmente in vigore e che ha nel 2011 sostituito quello precedente, il principio di tassazione in entrambi gli Stati contraenti è stato purtroppo fatto salvo; ma ha subito una variazione l’ammontare della franchigia, la quale, secondo le modifiche attuate, è pari a 12 mila dollari canadesi anziché a 10 mila dollari canadesi o 12 milioni di lire italiane precedentemente previste dalla disposizione convenzionale.
È bene precisare che la convenzione contro le doppie imposizioni fiscali tra Italia e Canada prevede comunque all’art.22 l’eliminazione della eventuale doppia imposizione prevista dai precedenti articoli. Infatti per il Canada la doppia tassazione viene eliminata come segue: l’imposta dovuta in Italia su utili, redditi o guadagni provenienti dall’Italia e pagata a residenti in Canada è portata in detrazione da qualsiasi imposta canadese dovuta per gli stessi utili, redditi o guadagni.
Si ricorda infine che le pensioni corrisposte dallo Stato italiano o da una sua suddivisione politica o amministrativa o da un suo ente locale, sia direttamente sia mediante prelevamento da fondi da essi costituiti, ad una persona fisica residente in Canada in corrispettivo dei servizi resi allo Stato italiano o a una sua suddivisione o ente locale, sono imponibili soltanto in Italia. (virginio aringoli\aise)