La Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea: luglio-dicembre 2014

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Il Consiglio dell’Unione europea, detto anche Consiglio UE, è l’istituzione che riunisce i governi dei 28 Stati membri. Esso negozia e adotta la nuova legislazione dell’UE su un piano di sostanziale parità con il Parlamento europeo, concorre ad adattarla, ove necessario, e coordina le politiche. Il Consiglio è un’entità giuridica unica, ma si riunisce in dieci diverse “formazioni” secondo l’argomento su cui è chiamato a deliberare. I ministri degli Esteri si riuniscono pertanto nella formazione Consiglio “Affari esteri”, i ministri dell’Economia e delle Finanze si riuniscono nella formazione “Economia e Finanze” e così via per i diversi settori.

La Presidenza del Consiglio dell’Unione europea è assunta a rotazione da uno Stato membro ogni sei mesi (primo semestre: da gennaio a giugno; secondo semestre: da luglio a dicembre), in base a un ordine prestabilito.

L’Italia avrà la presidenza del Consiglio UE nel secondo semestre 2014, dopo averla già esercitata per undici volte dall’inizio dell’integrazione comunitaria (Trattato di Roma, 1957).

La Presidenza si fa carico dell’agenda del Consiglio e presiede tutte le riunioni per un periodo di sei mesi, promuovendo le decisioni legislative, le iniziative politiche e negoziando compromessi tra gli Stati membri. Inoltre, lo Stato cui spetta la Presidenza rappresenta il Consiglio nei suoi rapporti con le altre Istituzioni europee.

Durante il periodo di Presidenza il paese di turno prepara, coordina e presiede una serie di incontri politici: le riunioni del Consiglio dell’Unione, le riunioni dei Consigli di vari Ministeri, numerose riunioni ministeriali informali, vertici internazionali e riunioni tra l’UE e altre nazioni, compresi i Paesi in via di sviluppo. Quando, per esempio, il Consiglio Ambiente dovrà riunirsi nel secondo semestre del 2014, la Presidenza sarà assicurata dal ministro italiano per l’Ambiente. Le riunioni ministeriali sono preparate da oltre 150 comitati e gruppi preparatori specializzati che saranno analogamente presieduti da funzionari italiani.

Una menzione particolare merita il Consiglio “Affari esteri” che è responsabile dell’azione esterna dell’UE e copre un’ampia gamma di ambiti, dalla politica estera alla difesa al commercio, dalla cooperazione allo sviluppo agli aiuti umanitari. Il Consiglio “Affari esteri” è composto dai ministri degli Esteri di tutti gli Stati membri dell’UE. A seconda dell’ordine del giorno, esso può riunire anche:

– i ministri della Difesa (politica di sicurezza e di difesa comune)
– i ministri dello Sviluppo (cooperazione allo sviluppo)
– i ministri del Commercio (politica commerciale comune)

Le riunioni del Consiglio “Affari esteri” sono presiedute dall’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Quando invece discute questioni di politica commerciale comune, il Consiglio “Affari esteri” è presieduto dal rappresentante dello Stato membro che esercita la presidenza semestrale a rotazione del Consiglio dell’UE.

Nel definire il programma e le priorità per i sei mesi di Presidenza, sulla base del quale saranno fissati gli ordini del giorno delle riunioni del Consiglio, il Governo italiano si porrà l’obiettivo di massimizzare i risultati in termini di decisioni e attività  nell’interesse di tutta l’Unione, agendo, come ha già fatto nel corso delle precedenti presidenza, in uno spirito di imparzialità.