LA MOZIONE MICHELONI E LA MOZIONE MUSSINI TRASFORMATE IN UN ODG UNITARIO APPROVATO A LARGA MAGGIORANZA DAL SENATO

ROMA\ aise\ – L’assemblea di Palazzo Madama,dopo alcuni rinvii, si è , alla fine, occupata oggi delle mozioni n.187, a firma Micheloni ed altri, e n.215, a firma Mussini e Puppato, entrambe sulla riorganizzazione della rete consolare.

Dopo aver ascoltato gli interventi dei tre senatori Micheloni, Mussini e Puppato, il vice ministro degli affari esteri Lapo Pistelli, ha chiesto  “il tempo necessario per rimettere un po’ mano ai singoli diversi strumenti che voi avete evocato nei vostri interventi”, raccogliendo, così,  l’invito che, concludendo la propria illustrazione il sen. Micheloni gli aveva rivolto: “ chiedo al rappresentante del Governo di riflettere prima di esprimere un parere definitivo su questa mozione.”

“ Chiedo ai colleghi” aveva aggiunto il firmatario della mozione 187 “di riflettere anche su un’altra cosa. Il Ministero degli esteri appare come qualcosa un po’ difficile da afferrare, che sta in tutto il mondo e fa cose complicate. Ma così non è: il Ministero degli affari esteri è una delle aziende più semplici dello Stato, e se la politica non riuscirà a dare delle direttive precise per far rispettare quello che è stato chiesto e che il Governo si è impegnato a fare, ossia una vera revisione della spesa a invarianza dei servizi, se non riusciremo ad applicarla nei confronti dell’amministrazione del Ministero più semplice da organizzare e da gestire, mi dovete spiegare come faranno questa politica, questo Governo, ad applicare quelle regole a Ministeri di altra dimensione e di altra portata, penso ad esempio a quelli dell’interno, della cultura, dell’istruzione e della sanità. Vorrei capire questo.”

“Stiamo chiedendo” ha puntualizzato il senatore eletto nella circoscrizione estero “semplicemente una riorganizzazione, e stiamo chiedendo che il nostro Ministero si comporti come i Ministeri degli esteri di altri Paesi. Ad esempio, tutti i Paesi importanti dell’Europa hanno ridotto l’invio all’estero del personale metropolitano. Oramai in molti uffici consolari, come ad esempio quelli inglesi e tedeschi, si arriva a un rapporto di otto a dieci: otto persone assunte in loco e due mandate dalla loro capitale. Noi siamo ancora attorno alla metà: mandiamo ancora segretari da Roma quando si può assumere personale in loco. In più, noi abbiamo nel mondo una risorsa che gli altri non hanno: i nostri milioni di discendenti.”

“L’ultimo punto” ha aggiunto Micheloni “è importante e riguarda anche la nostra immagine all’estero. Signor Vice ministro, il Ministro degli esteri non ha dato risposta ad autorità locali e porto solo due o tre esempi. La città di Wolfsburg ha deliberato nel suo bilancio annuale di mettere a disposizione dell’agenzia consolare e dell’antenna dell’istituto italiano di cultura di Wolfsburg 78.000 euro l’anno per coprire le spese. Non abbiamo neanche detto di no. La città di Saarbrucken ha messo a disposizione locali per risparmiare l’affitto purché si garantisca il servizio agli italiani di quella località, ma al sindaco di quella città non abbiamo neanche detto di no.”.

Dopo la breve pausa concessa dalla presidenza, il vice ministro Pistelli ha cercato di riannodare con un filo logico “tutte le questioni che sono state poste.”, anche se, ha commentato, “ Il tempo del dibattito e anche il modo, fatemi dire, politicamente congestionato con cui ciascuno ha approfittato di questa finestra per scaricare dentro questioni così diverse, è un po’ metafora di quello che è successo negli ultimi anni.”. Tuttavia, Pistelli ha subito manifestato la volontà di “creare insieme e, aggiungo, non soltanto con gli italiani eletti all’estero, un calendario dei lavori con i temi che avete evocato: la lingua, la cultura, la scuola, la rete diplomatico-consolare”.

“Dunque” ha sintetizzato Pistelli ” dobbiamo venirci incontro nel riorientamento della rete, capendo dove si può alleggerire effettivamente, seguendo prassi consolidate anche di altri Paesi, dove possiamo essere innovativi in modalità di rapporto con le comunità locali e con le istituzioni locali, che offrono a noi modelli di collaborazione diversi, ma aggiungo innovativi rispetto alle prassi cui siamo abituati. Questi ultimi pertanto non possono essere presi tutti in blocco, sapendo che anche il MAE è costretto a seguire regole, rapporti con le altre amministrazioni dello Stato.”. Precisando, poi,  che “i Paesi che voi avete menzionato come Paesi che investono molto di più e che hanno reti molto più lunghe delle nostre in questo Paese hanno chiuso la quasi totalità dei loro consolati”. “Questo” ha precisato “vuole dire che non bisogna avere paura della chiusura in quanto tale. Gli inglesi ne hanno chiusi tre, gli olandesi due: è un processo in corso perché ciascuno sta sperimentando in questi anni”,  affermando ancora che “si potrà essere soddisfatti o insoddisfatti, ma è difficile sostenere che l’amministrazione è rimasta immobile in questi anni”.

“Possiamo fare di più e meglio”  ha riconosciuto ” e stiamo andando in quella direzione.  In buona sostanza, vorrei dirvi che c’è un percorso in movimento. A nome del Governo vi dico che, con un arco di tempo stabilizzato e con un piano di lavoro che non sia sincopato, episodico e casuale come quello da cui veniamo, c’è la piena disponibilità a lavorare sulla cassetta degli strumenti. Un Paese, infatti, che non adegua la cassetta degli attrezzi alla retorica dei suoi discorsi sbaglia politica oppure sbaglia retorica. Noi non possiamo permetterci né l’un né l’altro”.

“Per queste ragioni” Pistelli ha chiesto ai presentatori “di prendere in considerazione alcune riformulazioni, illustrandone la natura all’aula.

Ascoltate le richieste del rappresentante del governo il senatore Micheloni ha chiesto ed ottenuto dalla presidenza una breve pausa per ricercare la formulazione di un testo unitario. Tentativo che ha avuto un esito positivo e Micheloni ha potuto così informare la presidenza che “l’intesa per confluire sul testo di un ordine del giorno collettivo che raccolga tutte le posizioni, partendo dalla mozione a mia prima firma”, era stata trovata.

Il testo unitario recita così :

“Il Senato, in sede di esame delle mozioni sulla riorganizzazione della rete diplomatico consolare, impegna il Governo:

1”a presentare alle Commissioni parlamentari competenti un piano di riorientamento della rete e dei servizi diplomatico-consolari seguendo le direttive contenute nella legge sulla revisione della spesa in invarianza dei servizi, del rapporto della Commissione per la spending review del Ministero degli affari esteri nel 2012 e delle linee indicate dal programma di lavoro del commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli”;

2”ad approntare in tempi rapidi, nelle sedi oggetto di provvedimenti di chiusura, anche sulla base di un confronto con le istituzioni locali, strumenti leggeri alternativi di presenza culturale e di erogazione dei servizi consolari”;

3”a pianificare politiche per il rilancio dell’azione degli Istituti italiani di cultura, anche attraverso la razionalizzazione dell’uso delle risorse attraverso la revisione delle spese di funzionamento, valutando l’opportunità di un razionale utilizzo di personale a contratto locale, e a utilizzare la massima trasparenza nella procedura di scelta dei direttori e delle altre posizioni negli Istituti italiani di cultura, al fine di evitare il verificarsi di abusi nella selezione nonché nello svolgimento delle funzioni”;

4”a garantire la maggior trasparenza nella gestione degli Istituti italiani di cultura, favorendo l’adozione di misure volte a facilitare la consultazione da parte dei cittadini dei bilanci certificati”;

5”a indicare analiticamente, per ogni singolo intervento di riduzione o riorientamento della rete estera del Ministero, i risparmi che si prevede di conseguire”.

Sono stati quindi ritirati tutti gli altri testi. A questo punto il vice ministro degli affari esteri Pistelli ha informato la presidenza che il parere del Governo sul testo unificato era favorevole.

Passando alla votazione, l’ordine del giorno unitario è stato approvato a larga maggioranza, con il  voto favorevole di PD, NCD, PI-SC ,MiSTO-ILC e M5S; contro ha votato Forza Italia, mentre la Lega si è astenuta. Nel dibattito sono tra gli altri  intervenuti i senatori eletti all’estero Francesco Giacobbe e Renato Turano del PD ed Aldo Di Biagio di PerItalia. (aise)

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