PLENARIA CGIE/ IL DEBUTTO DEL SOTTOSEGRETARIO GIRO: NUOVI COMITES PRIMA POSSIBILE/ SERVE UNA NUOVA VOCAZIONE DIPLOMATICA

ROMA\ aise\ – Con un minuto di silenzio in memoria di padre Tassello è iniziata oggi pomeriggio alla Farnesina la assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. La prima con il sottosegretario Mario Giro, l’ultima – ma forse no – per i consiglieri eletti nel 2004.

Presente ai lavori l’ambasciatore Ravaglia, capo della Dgiepm, i deputati Garavini, Porta, La Marca (Pd), Nissoli (Pi), Bueno e Borghese (maie), i rappresentanti delle regioni.

Due le immagini evocate dal sottosegretario Giro, che ha portato ai consiglieri il saluto del Ministro Mogherini, oggi in Romania: la prima è quella “dei bambini congolesi arrivati oggi in Italia dopo 7 mesi”; la seconda “siete voi qui oggi, riuniti insieme da tutto il mondo. Che bella Italia: l’Italia di ieri, quella di oggi e di domani che si mescola nel mondo e che accoglie il mondo a casa sua”.
Giro ha quindi auspicato “che si possa solidamente confermare il costruttivo clima di condivisione di intenti e di obiettivi, malgrado le difficoltà” e riportato il “convinto impegno del Ministro Mogherini e il mio, modesto, per concentrare gli sforzi e assicurare forza, visione e risorse a tutte le iniziative che riguardano gli italiani all’estero”.
Impegno, ha assicurato, “che vuole essere riaffermato anche quando il Governo è costretto a richiamare tutti alla responsabilità, accettando i sacrifici imposti dalla crisi e richiesti a tutti”. Lo ha fatto, ha sottolineato Giro, anche con gli stanziamenti nel Bilancio di previsione dello Stato per le politiche per gli italiani all’estero che “nel 2014 hanno subito limitate flessioni: soprattutto sulle spese per il funzionamento di Cgie e Comites”.
Quanto al rinnovo dei Comites – che sarà il punto centrale dei lavori di questa plenaria – Giro ha confermato che con i pareri delle Commissioni Esteri di Senato (8 maggio) e Camera (ieri) “è ufficialmente cominciato il conto alla rovescia verso le elezioni”. Ora “il Regolamento deve essere esaminato dall’Aula e ottenere il parere del Consiglio di Stato”. Citate le osservazioni contenute nei due pareri, Giro ha confermato che la posizione del Governo è “per i tempi brevi”.
“Reputiamo, il Ministro Mogherini ed io, – ha detto in proposito – che il ritardo sia intollerabile e una mancanza di rispetto da sanare. È nostra intenzione colmare questa grave laguna”.
Tornando all’iter parlamentare del Regolamento, Giro ha ribadito le precisazioni già svolte in Commissione, cui ha aggiunto le indicazioni degli eletti all’estero in merito alle elezioni: “faremo un ulteriore studio sugli aspetti tecnici e cambieremo il testo. In attesa del parere del Consiglio di Stato, i parlamentari eletti all’estero, in sostanza, mi hanno detto “visto che abbiamo aspettato tanto per votare, facciamolo meglio possibile” e io sono d’accordo”.
Sul fronte spending review, “era stata proposta, come sapete, la riduzione del numero dei Comites ma, anche a fronte del parere negativo del Cgie, sono state individuate altre misure che riguardano proprio il Cgie: riduzione da due ad una plenaria l’anno; 43 consiglieri eletti, 9 i membri del cdp, 20 o meno i consiglieri di nomina governativa, l’abolizione dell’indennità forfettaria per questi ultimi”.
È una proposta che “non essendo ancora stata sottoposta al Consiglio dei Ministri è ancora “aperta”, ne possiamo ancora discutere” anche alla luce delle “tante proposte di legge degli eletti all’estero su possibili riforme del sistema di rappresentanza”.
Il sottosegretario ha quindi passato in rassegna i temi più caldi: da lingua e cultura ai consolari, passando per le convenzioni di sicurezza sociale e terminando con la situazione del Venezuela.
Corsi di lingua e cultura. I contributi agli enti gestori sono stati 9,8 milioni di euro, ha detto Giro, spiegando che “la destinazione ai singoli enti è stata decisa dopo analisi sul loro fabbisogno e in base al parere della rete consolare. È proseguita la canalizzazione delle risorse verso gli enti più strutturati e rimane auspicabile l’utilizzo di risorse non ministeriali”. Soddisfazione perché “alla riduzione delle risorse non corrisponde riduzione marcata né nel numero dei corsi che in quello degli studenti”. Giro ha anche accennato all’ormai prossimo avvio di un progetto “per rivalutare i corsi presso gli enti gestori che hanno aderito alla nostra iniziativa”. Sul punto, ha riferito, anche il Ministro Mogherini auspica una riflessione sulla “revisione del sistema”. Quanto a lui ringrazia “le nostre collettività nello sforzo per la diffusione di lingua e cultura e le idee che ci stanno dando per promuovere il nostro Paese all’estero”.
Il Governo “vuole rivedere l’intero sistema: i Ministri Mogherini, Gianni e Franceschini si incontreranno a breve per sintetizzare un’idea generale su come migliorare il sistema di promozione linguistico-culturale”.
Scuole italiane all’estero. Giro ha ricordato la riduzione del contingente imposta dalla spending review che causato “numerose difficoltà” cui il Mae ha cercato di porre “rimedio lavorando con Miur e Mef per la parziale modifica della legge 125/2013 che deroga alla spending review: sono quindi partite 18 unità di personale e 6 dirigenti scolastici; altri partiranno a breve”. Anche in questo caso “bisogna mettere mano a tutto il sistema per rendere le scuole più attuali e garantire così la loro permanenza, anche se questo significa cambiare la loro ragione giuridica”.
Stati generali Lingua e Cultura all’Estero. Convocati a Firenze ad ottobre, saranno aperti dal Ministro Mogherini. “Per i lavori preparatori – ha detto Giro – il Cgie è coinvolto in uno dei 5 gruppi di lavoro, quello dedicato al ruolo degli italofoni e delle comunità italiane all’estero”. obiettivo degli Stati generali sarà quello d “parlare al Paese, cioè agli italiani in Italia, degli sforzi che gli italiani all’estero fanno nella promozione della lingua e cultura”.
Programmazione Rai. “Come sapete la Dgit coordina il monitoraggio dei canali rai: nel 2013 è emersa una percezione graduale ma generale di miglioramento del canale, i nuovi programmi ottengono un crescente gradimento”.
Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale. “Sono datate, nate quasi tutte negli anni 70, e quindi devono essere modificate, anche perché ora devono tenere conto della legge Fornero del 2011 – esportabilità, totalizzazione contributi, integrazione al trattamento minimo. Le difficoltà economiche non ci hanno consentito di terminare le trattative con Paesi interessati come noi a tutelare i loro lavoratori all’estero. Ogni convenzione costa”, ha detto Giro, spiegando che, ad oggi, “è l’Inps che decide quanto”. Il Ministero, quindi, “sta cercando di modificare l’accordo con i Ministeri dell’Economia e del Lavoro per cambiare il metodo di valutazione dei costi, per fare in modo che vengano calcolati anche i benefici che vengono da queste convenzioni anche per attrarre investimenti stranieri e promuovere l’internazionalizzazione del nostro Paese”. Per questi accordi internazionali le “risorse sono poche” e quindi “non sono ancora state ratificate convenzioni già firmate e sono state bloccate altre: nonostante tutto siamo fortemente impegnati a sollecitare gli altri Ministeri competenti per aggiornare tutte le convenzioni.
Rete consolare. Il sottosegretario ha ricordato che tra novembre 2013 e febbraio 2014 sono state chiuse 10 sedi consolari, cui presto si aggiungerà Amsterdam. Seguiranno le altre 24 tra Ambasciate, IIC e Uffici Consolari. “Abbiamo provato a trasformare la spending review in una opportunità: come fanno altri Paesi”, ha sostenuto il sottosegretario secondo cui la Farnesina “ha coinvolto tutti: certo, si può fare meglio e di più, si può anche ascoltare di più ed è mia intenzione farlo”, ha assicurato ricordando che “all’ultima plenaria vi abbiamo proposto una “rosa” per le vostre valutazioni”. Il Mae resta, però, “convinto” della necessità “del ripensamento complessivo dell’assetto di tutta la rete”. Un progetto che “non trova consenso generale”, ma che per il sottosegretario “non si limita alle ristrettezze di bilancio. Qui si tratta, secondo me, per l’Italia e per il Mae di iniziare una riflessione sulla sua presenza diplomatico-consolare all’estero e sulla nostra vocazione diplomatica. Cioè, mi chiedo, cosa significa essere Ministero degli Esteri nel mondo di oggi? Come viene percepito il lavoro diplomatico oggi? Il servizio estero – ha sottolineato – deve trovarsi una nuova vocazione. I diplomatici non devono limitarsi a fornire informazioni, che oggi sono accessibili a tutti, ma interpretazioni di quello che succede nel Paese dove lavorano. In questo contesto, assume una rilevanza particolare la vocazione del lavoro consolare, fondamentale – ha sottolineato ancora Giro – perché risponde alla richiesta dei cittadini elettori, alle richieste delle collettività che non possono essere considerate una grana, e non solo per motivi morali, ma perché rappresentano una realtà di grande interesse per il nostro Paese”.
“Io – ha aggiunto – sono stato molto colpito dalla vivacità e dall’ottimismo delle nostre comunità che ho incontrato in Canada, Argentina, Brasile e Venezuela. Dimostrano come si può essere fieri di essere italiani”. Un atteggiamento che “contrasta con l’idea pessimistica del nostro Paese. Ma sono stato colpito anche dal valore e dall’incisività politica di queste comunità”.
Quindi, secondo Giro, “il lavoro del Consolato deve essere di prima qualità e la nostra prima priorità. D’altra parte, se lo chiedono i cittadini, che diritto abbiamo noi – politica, governo, parlamento – di sottrarci? Questo dibattito si svolge anche in altri Paesi, c’è una riflessione collettiva in merito”. Posto che “proteggere i nostri comunità e i cittadini italiani che viaggiano all’estero attraverso la rete consolare deve essere la nostra funzione primaria”, Giro ha ricordato che “la riorganizzazione della rete l’ho trovata già fatta e decisa, e non è mia delega, ma – ha assicurato – farò quello che posso per iniziare una riflessione sulla vocazione sul servizio diplomatico e sulla priorità del servizio consolare”.
Chiusa quest’ampia parentesi, Giro è entrato caso per caso.
Tripoli e Montevideo saranno “accorpate” alle Ambasciate: “l’abbiamo già fatto a Berna, Madrid e Cairo. Risparmiamo risorse senza ridimensionare l’attività”.
San Gallo. “Il Mae ha raccolto le raccomandazioni del Governo elvetico che raccomanda non più di una struttura per regione linguistica”, ha detto Giro, subito smentito da Schiavone. “A San Gallo ci sarà un ufficio di corrispondenza consolare gestito dalla sede di Zurigo con missioni periodiche del consolato generale”.
Sportelli consolari. “Si tratta di strutture nate come transitorie cioè per “assorbire” l’impatto di precedenti chiusure. Dovendo scegliere, chiudere uno sportello consolare per la collettività è meno gravoso di un Ufficio di prima categoria, che fa più servizi. E poi la mancanza di personale di ruolo tra gli impiegati degli sportelli ha fatto emergere alcune criticità”.
Santo Domingo e Tegucigalpa. “C’è un accordo con il Seae per avere personale italiano presso le delegazioni europee nei due Paesi. Per l’assistenza consolare si estenderà la rete consolare onoraria – oggi ce ne sono 2 in Honduras e 4 in Repubblica Dominicana – con altri due uffici, uno ciascuno nelle rispettive capitali. A ciò si aggiungeranno missioni periodiche da Guatemala e Panama”.
Servizi online. “Prosegue l’impegno del Mae. Anche il Ministro Mogherini ha fatto riferimento a strumenti nuovi come la convenzione con i patronati; certo l’online non potrà mai sostituire un contatto diretto. Ma l’Italia ha bisogno di nuovi strumenti diplomatico-consolari più adattabili al territorio. Quelli attuali non sono più sufficienti. So che ci vuole del tempo: si parla di “laptop embassy” da 20 anni e ancora non c’è niente. Siamo consapevoli delle difficoltà, ma ci stiamo impegnando; sappiamo che le soluzioni non sono a breve termine, ma restiamo convinti che è possibile ottimizzare risorse senza perdere l’efficienza del servizio, anzi che sia possibile migliorarlo”.
Venezuela. “Il Paese dove oggi la situazione è più critica, di grande sofferenza. Tra breve ci sarà il Consiglio di Cooperazione: andremo io e il Ministro Guidi (Mise); mi hanno chiesto: che ci andate a fare? È il momento di essere più presenti, proprio ora che il Paese è in difficoltà, dobbiamo seguire la situazione. L’ho detto al Comites e agli italiani che abbiamo incontrato in Venezuela: l’atteggiamento del Governo italiano deve essere favorevole al dialogo politico tra le parti”. Su Scarano e Lucchese – rispettivamente sindaco e capo della polizia locale arrestati – Giro ha annunciato che “la console è finalmente riuscita ad andare a trovarli. Con loro ha discusso su cosa l’Italia deve e può fare. La nostra prima responsabilità – ha sostenuto Giro – è proteggere gli italiani che potrebbero essere le prime vittime, se noi alziamo i toni”. C’è un “costante contatto con le autorità venezuelane: li sento tutte le settimane per ricordare loro la nostra collettività e i nostra desiderata”. (m.cipollone\aise)

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