VOTO COMITES: IL PARERE DELLA COMMISSIONE ESTERI DEL SENATO

ROMA\ aise\ – Sì, con riserva, al voto elettronico. Inizialmente previsto mercoledì, è stato rinviato a ieri in Commissione Esteri al Senato l’esame delle modifiche al decreto sui Comites.

Alla presenza del sottosegretario Mario Giro, il senatore Micheloni (Pd) ha illustrato il contenuto del provvedimento che modifica la modalità di voto, che da cartaceo diventa elettronico sia presso i seggi che da remoto.

Compito della Commissione votare un parere sul provvedimento.

Secondo Micheloni – senatore eletto all’estero e presidente del Cqie – il Governo, con le modifiche proposte, vuole “ridurre la partecipazione al voto e mettere dunque in discussione la rappresentatività degli organismi da eleggere”.
Il senatore Pd si è mostrato critico, in particolare, sulle modalità per il rilascio delle credenziali per il voto da remoto, che prevedono l’obbligo di recarsi personalmente presso le strutture consolari. Micheloni ha anche riscontrato una “forzatura interpretativa delle norme di legge, che ammetterebbero il voto elettronico in aggiunta e non in sostituzione del voto cartaceo presso i seggi elettorali”. Per questo, ha chiesto al Governo di “accogliere la proposta, avanzata dal Consiglio generale per gli italiani all’estero, di utilizzare volontari per coadiuvare il personale incaricato di presiedere allo svolgimento del voto, così da ridurre i costi complessivi e aumentare il numero dei seggi elettorali”. Infine, ha concluso, è necessario “incrementare le forme di pubblicità sull’appuntamento elettorale”.
Nel dibattito, il senatore Orellana (Misto) si è detto “perplesso sul voto elettronico da remoto, per le scarse garanzie sulla segretezza e personalità del voto”. Dopo aver sostenuto che sarebbe possibile “ridurre significativamente le spese migliorando le procedure di acquisto delle dotazioni informatiche necessarie al voto elettronico”, Orellana si è detto d’accordo con Micheloni circa la “opportunità di avvalersi di personale volontario per lo svolgimento delle operazioni di voto”. Opinione, questa, condivisa anche da De Pietro (M5S), Zin (Maie) e De Cristofaro (Sel).
Per Tonini (Pd) è “prioritario consentire in tempi rapidi il rinnovo degli organismi di rappresentanza, prorogati ormai da troppo tempo”. “Poco fondate” secondo il senatore sono “le preoccupazioni espresse sul voto da remoto, perché non si tratta di elezioni politiche. Auspico la modifica delle modalità di assegnazione delle credenziali per il voto da remoto, assicurando comunque adeguate garanzie di rispetto del principio della personalità del voto”.
Scettico, invece, è stato il presidente della Commissione Casini (Pi) che “pur apprezzando l’impegno di volontariato espresso dalle reti associative degli italiani all’estero”, ha sostenuto che sarebbe “problematico l’impiego di personale volontario per lo svolgimento di procedure delicate come quelle legate al voto”.
Nella sua replica, Giro ha concordato con Tonini circa “la necessità di procedere nei tempi più brevi possibili al rinnovo degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero. Da parte del Governo, non vi è alcuna volontà surrettizia di limitare la partecipazione al voto”, ha aggiunto replicando a Micheloni. “Il numero dei seggi allestiti – ha proseguito il sottosegretario – dipenderà dalle risorse disponibili, che sono peraltro state aumentate dall’ultima legge di stabilità, anche grazie all’impegno del senatore Micheloni”.
Come Casini, Giro si è detto “perplesso sulla possibilità di utilizzare volontari per lo svolgimento delle procedure elettorali”.
“Ogni eventuale modifica di questo provvedimento – ha ricordato – oltre ad incontrare il limite dalla compatibilità con le risorse effettivamente disponibili, comporterebbe il rischio di dilazione nello svolgimento delle elezioni”. Quanto alla possibilità di reintrodurre il voto cartaceo, “la normativa vigente e le limitate disponibilità finanziarie la rendono assai complessa”. Infine, il sottosegretario si è detto “disponibile a verificare modalità diverse per l’assegnazione delle credenziali per il voto da remoto”, anche se “il ritiro personale da parte degli aventi diritto è la modalità che meglio assicura il rispetto del principio della personalità del voto”.
Concludendo il dibattito, Casini ha annunciato la sua astensione nel voto sul provvedimento, esprimendo “perplessità sull’opportunità di un intervento del Parlamento sui dettagli tecnico-organizzativi per lo svolgimento delle elezioni”.
I senatori hanno quindi approvato il parere favorevole con condizioni e osservazioni formulato da Micheloni.
Questo il testo.
“La Commissione Affari esteri,

esaminato lo schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2003, n. 395, in materia di Comitati degli italiani all’estero;
preso atto che l’intervento normativo è finalizzato ad introdurre norme che rendano più sicure ed economiche le procedure di voto per le elezioni dei Comitati degli italiani all’estero attraverso l’introduzione di modalità informatiche delle votazioni;
considerata l’esigenza ormai improcrastinabile di procedere rapidamente al rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero e del Consiglio generale degli italiani all’estero;
considerato il limite di spesa imposto per provvedere al rinnovo di tali strumenti di rappresentanza;
considerata l’introduzione da parte del regolamento di un sistema informatico per l’espressione del voto, con l’obiettivo di semplificare le operazioni elettorali e di produrre un certo contenimento dei costi;
apprezzata la disposizione sui membri stranieri di origine italiana del Comitato degli italiani all’estero, che limita la possibilità di risalire solo sino al secondo grado di ascendenti e non più sino al quarto;
evidenziata criticamente una forzatura interpretativa della legge 23 luglio 2012, n. 118 recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 maggio 2012, n. 67, recante disposizioni urgenti per il rinnovo dei Comitati e del Consiglio generale degli italiani all’estero” nella parte in cui prevede che le modalità di votazione e scrutinio nei seggi costituiti possano avvenire anche mediante l’utilizzo di tecnologia informatica, e non già esclusivamente;
espresso il timore che le previsioni normative recate dallo schema in esame possano comportare il rischio di una partecipazione al voto fortemente penalizzata dalla ipotesi di limitazione dei seggi ai soli uffici consolari di prima categoria, sia pure temperata dalla possibilità di prolungare l’afflusso dei votanti su più di due giorni;
considerato che tale rischio è reso ancor più manifesto dalle modalità scelte per il primo rilascio delle “credenziali” per il “voto da remoto”, che prevedono per l’elettore l’obbligo di recarsi personalmente presso il Consolato;
manifestate delle riserve sulle forme di pubblicità per tutti gli aventi diritto previste dallo schema in esame in vista dell’appuntamento elettorale;
esprime, per quanto di competenza, parere favorevole, con le seguenti condizioni ed osservazioni
che vengano modificate le modalità per il rilascio delle credenziali per il voto da remoto, escludendo in ogni caso l’obbligo per gli aventi diritto di doversi recare personalmente presso gli uffici consolari;
che sia prevista per le prossime elezioni la costituzione di un numero adeguato di seggi;
che nelle operazioni elettorali presso i seggi, il voto elettronico sia affiancato al voto mediante schede cartacee;
che vengano incrementate le forme di pubblicità sull’appuntamento elettorale;
che si accolga la disponibilità manifestata dal Consiglio Generale degli Italiani all’estero, dai COMITES e dalle reti associative per garantire il corretto funzionamento dei seggi elettorali attraverso il reclutamento, su base volontaria e gratuita, di apposito personale da mettere a disposizione delle autorità diplomatico-consolari;
formulando altresì l’invito al Governo a tenere comunque in debita considerazione le osservazioni del Consiglio di Stato sul provvedimento, ed in particolare in merito all’abrogazione della Rappresentanza del capo dell’ufficio consolare di cui all’articolo 17 dello schema di decreto”. (aise)

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