CHIUSURE CONSOLARI/ CONCENTRARE IL PIÙ POSSIBILE LE PRINCIPALI FUNZIONI IN POCHI GRANDI CONSOLATI: MOGHERINI RISPONDE A BORGHESE (MAIE)

ROMA\ aise\ – Nessuna novità. Nel rispondere all’ennesima interrogazione sul piano elaborato dalla Farnesina sulle chiusure di sedi consolari, il Ministro degli Esteri Mogheriniha ribadito nell’ordine che: lo impone la spending review; il piano è stato elaborato dal Governo precedente; come segno di buona volontà sono stati salvati due IIC; è ora di concentrare la maggior parte delle funzioni nei consolati hub.

L’interrogazione in questione è stata presentata da Mario Borghese (Maie) che, oltre alla sospensione del piano, chiedeva anche conto della mancata consultazioni di Cgie e parlamentari, su cui, però, Mogherini non ha risposto.
“La questione della riorganizzazione della rete diplomatico-consolare – ha esordito il Ministro nell’Aula di Montecitorio – costituisce un argomento che ha impegnato questo Governo sin dal suo insediamento e l’amministrazione, in adempimento, come giustamente ricordato, di precisi obblighi di legge. La razionalizzazione della rete estera della Farnesina costituisce infatti innanzitutto un preciso obbligo di legge nel quadro della spending review, al quale il Ministero degli affari esteri, come è ovvio, non può sottrarsi. Questo esercizio impone anche specifici obiettivi numerici di riduzione delle strutture all’estero, fissando per il raggiungimento di questi obiettivi ben precise scadenze, che quindi vanno rispettate e sono state rispettate anche dal punto di vista temporale. Questo è il motivo per cui abbiamo dovuto procedere. Nella gestione di questo esercizio il Ministero degli affari esteri, in spirito di piena trasparenza e di ricorso al dialogo, ha condiviso con i diversi attori istituzionali interessati, il percorso di individuazione delle sedi da includere nel piano. È stato un processo governato dal precedente Esecutivo”.
“Come sapete – ha proseguito Mogherini – il precedente Governo aveva effettuato un lungo ed articolato esercizio di confronto, al quale io avevo partecipato da parlamentare, che ha coinvolto innanzitutto le Commissioni parlamentari competenti, ma anche le istanze rappresentative degli italiani all’estero, nonché diverse organizzazioni. Come ho già indicato in sede di audizione programmatica nelle Commissioni affari esteri, nonostante i vincoli esistenti ed un lavoro sostanzialmente già concluso dal precedente Governo, ho comunque voluto dare un segnale di particolare attenzione alla promozione della cultura italiana all’estero, decidendo di mantenere aperti due istituti di cultura, quelli di Stoccarda e di Lione, di cui era stata prevista la chiusura. Stiamo, poi, provando a trasformare questo obbligo di legge di chiusura e di razionalizzazione in un’opportunità, riorientando progressivamente la nostra rete diplomatica, consolare e culturale, tuttora fortemente incentrata in Europa, in quanto concepita prima del cammino dell’integrazione europea, verso quelle aree del mondo di nuova priorità strategica. È quello che stanno facendo, d’altra parte, anche i nostri principali partner europei e internazionali ed è un processo che ha anche l’obiettivo di sfruttare sinergie con il Servizio europeo per l’azione esterna”.
Mogherini ha quindi annunciato che “sono stati avviati contatti con il SEAE per consentire, una volta chiuse alcune nostre sedi, l’invio di personale italiano presso le locali delegazioni europee. Nel portare avanti questo processo, la Farnesina conferma, comunque, nell’ottica di quanto veniva adesso sottolineato, l’impegno a garantire adeguati servizi consolari agli italiani all’estero, sia quelli della nuova generazione, anche attraverso il potenziamento e lo sviluppo delle tecnologie informatiche, sia quella tradizionale, per la quale prevediamo forme alternative di presenza consolare. Siamo d’altra parte convinti che questa necessità rappresenti anche un’opportunità per un complessivo ripensamento dell’assetto della nostra organizzazione consolare. Come ho avuto modo di dire in Commissione, dobbiamo concentrare il più possibile le principali funzioni in pochi grandi consolati hub, competenti per macro aree, affiancati da reti di strutture periferiche più leggere, con più ampia utilizzazione di risorse e di strutture reperibili in loco”.
Concludendo, Mogherini ha voluto “rassicurare sulla mia volontà di continuare un percorso parlamentare di dialogo costante e continuato su questo così come su tutti gli altri temi di mia competenza, come testimoniato dalla frequenza, direi, settimanale della mia presenza tra Commissione e Aula, di cui vi ringrazio”.
Prevedibile l’insoddisfazione di Mario Borghese che nella sua replica ha ribadito che “la chiusura dei consolati in generale è una cosa inaccettabile. Che si risparmia con la chiusura del consolato di San Gallo?? L’immobile è di proprietà dello Stato italiano, il personale, naturalmente, sarà destinato a un’altra sede. Quindi, cosa tagliamo?? Le bollette della luce, il telefono? Ministro, parliamo di 42 mila cittadini italiani che vivono lì, a San Gallo, che, da un giorno all’altro, si troveranno senza i servizi elementari. Altra cosa più eclatante è Santo Domingo: viene chiusa l’ambasciata di Santo Domingo, dove è presente una numerosa comunità italiana e dove attualmente si recano più di 80 mila cittadini italiani, turisti. Se si chiude l’ambasciata, come da programma, dove dovranno recarsi i nostri connazionali?? A Caracas, a Panama City?? Sappiamo che tra Santo Domingo e Caracas vi sono circa mille chilometri, tra Santo Domingo e Panama vi sono 1.500 chilometri. Come dire, se uno ha un problema e vive qui a Roma, si deve rivolgere a Parigi. Infine, Montevideo, la capitale dell’Uruguay. Non so se lo sa, ma basta fare un clic su Internet e si sa quanti sono i nostri cittadini residenti lì, a Montevideo: sono più di 100 mila. In questo caso, la chiusura del consolato rappresenta un caso singolare nel piano di riordino della rete consolare italiana, così come fin qui delineata dal suo predecessore. Cosa cambia, nella politica, da Letta a Renzi?? Nulla?! Ecco perché – ha concluso – noi del MAIE siamo all’opposizione”. (aise)

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