Fiat-Chrysler annuncerà un piano ambizioso #FIAT #Chrysler

<a href="/quotazioni/quotazioni.asp?step=1&action=ricerca&codiceStrumento=u2ae&titolo=FIAT">Fiat</a>-Chrysler annuncerà un piano ambizioso

In attesa della pubblicazione del dato sulle immatricolazioni auto in Italia ad aprile (18.00 di oggi) e soprattutto della presentazione del nuovo piano industriale (6 maggio) di Fiat-Chrysler (Fca), il titolo Fiat per quasi tutta la seduta ha brillato a Piazza Affari con un massimo intraday a quota 8,955 euro, a un soffio dalla soglia psicologica dei 9 euro. Poi ha ritracciato da questo top e si è limitato a un +0,35% a 8,71 euro. Comunque nell’arco dell’ottava ha guadagnato un +2,6%.

A far correre l’azione, oltre alle buone aspettative per il mercato auto italiano dopo il +5,8% registrato da quello francese ad aprile , sono state le vendite della controllata Chrysler Group negli Stati Uniti: 178.652 unità, il 14% in più rispetto alle 156.698 unità dello stesso periodo nel 2013. Si è trattato del miglior aprile dal 2007 e del quarantanovesimo mese consecutivo di crescita.

Ancora più importante il dato è superiore alla guidance 2014 di volumi globali per Chrysler a 2,8 milioni (+9%), hanno notato gli analisti di Equita (buy e target price a 8,8 euro confermati sul titolo Fiat). “Chrysler punta a una crescita del 7,7% nel 2014, a 2,8 milioni diunità contro i 2,6 milioni di unità del 2013ma riteniamo probabile che batta questo obiettivoda sole le immatricolazioni negli Stati Uniti, che contano per l’82delle vendite totali nel 2013sono cresciute del 12nei primi 4 mesi di quest’anno”, hanno previsto gli analisti di Banca Akros (buy e target price a 10 euro).

La crescita del gruppo è stata trainata dai marchi con redditività superiore alla media: Jeep +52% anno su anno (+46% da inizio anno), trainata dal nuovo Cherokee (15,6mila unità dalle 11mila di gennaio, 12mila di febbraio e 14mila di marzo) e Patriot (+44% anno su anno, +16% da inizio anno); RAM +22% anno su anno (+26% da inizio anno), trainata dal pick-up e dal contributo modesto del nuovo Pro-Master. Debole invece Chrysler le cui vendite sono calate del 21% anno su anno (-12% da inizio anno), penalizzate dal phase-out della 200 (-66% anno su anno e -30% da inizio anno).


“L’andamento delle vendite in Usa è molto positivo per il gruppo e migliore delle nostre attese, anche se in linea con il consenso di mercato. Le nostre stime prevedono una crescita delle vendite per tutto il 2014 del 7% a oltre 2 milioni di unità. E’ positivo anche il fatto che continui il successo di vendite di Jeep e RAM che hanno margini superiori alla media”, ha commentato un analista di un’altra sim milanese, confermando, al contrario degli altri, la raccomandazione neutral sul titolo Fiat in attesa della presentazione del piano Fiat-Chrysler a Detroit. 

Per Bernstein la straordinaria performance del titolo (+48% dall’inizio dell’anno) mostra chiaramente che le aspettative sono “alle stelle”. Fca presenta un enterprise value di 30 miliardi di euro e quindi per gli esperti è chiaro che il piano sarà “più che ambizioso”, accompagnato da target consistenti sui volumi (oltre 6 milioni di auto entro il 2018) e sugli utili e vedrà al suo interno la rinascita di Alfa Romeo, un marchio da associare il più possibile a Maserati.

Per questo motivo Fca annuncerà la costituzione di una nuova società per Alfa Romeo, controllata al 100%, come succede per Maserati, ma anche piani di crescita per Chrysler, progetti di sviluppo per la Jeep in Cina, una nuova strategia in Brasile e probabilmente un progetto per lo sviluppo di prodotti concorrenti di Dacia.

Il piano avrà tuttavia bisogno di molta cassa e quindi gli analisti di Bernstein si sono chiesti se ci saranno sorprese come una Ipo di Ferrari o di Alfa Romeo o un nuovo accordo strategico. D’altra parte, hanno chiarito gli analisti di Bernstein, “è necessario qualcosa di speciale per giustificare l’attuale valutazione del gruppo automobilistico” su cui il broker ha ribadito la raccomandazione market perform e il prezzo obiettivo a 6,25 euro.

A fronte di target attesi “molto sfidanti”, Kepler Cheuvreux (target price alzato da 6,1 a 6,4 euro, rating reduce) si attende anche risultati trimestrali “forti” con un trading profit pari a 1 miliardo di euro, in rialzo rispetto ai 619 milioni di un anno fa, un ebit di 930 milioni contro i 603 milioni dello scorso anno, un utile netto pre-minorities di 280 milioni  (31 milioni) e un indebitamento a fine marzo in aumento a oltre 9 miliardi di euro (7,1 miliardi nel primo trimestre 2013 e a 6,7 miliardi nel quarto trimestre 2013).

E proprio l’ingente debito resta la spada di Damocle sul gruppo. Gli stessi analisti di JP Morgan (rating neutral e target price a 8,90 euro) oggi hanno espresso dubbi sulla capacità di Fiat di generare nel breve termine i flussi di cassa necessari per ridurre l’indebitamento. Oltre a interrogarsi sulla sovraccapacità produttiva e sugli sviluppi della quota di mercato, hanno affermato che per assegnare una valutazione più alta a Fiat avrebbero bisogno di avere maggiori dettagli su come Fca pensa di generare flussi di cassa e informazioni sul capex dei prossimi anni.

Così non manca chi, nonostante le smentite dell’ad, pensa ancora a un possibile aumento di capitale per Fiat. “Considero positiva una decisione che dia maggiore flessibilità finanziaria, anche per i nuovi investimenti”, ha affermato un analista, ricordando che Exor, che detiene il 30% circa di Fiat, ha dato in diverse occasioni segnali di disponibilità a un aumento di capitale, ipotesi che però l’ad, Sergio Marchionne, non sembra voler seguire. 

Il gruppo ha un debito netto industriale di 6,6 miliardi e liquidità disponibile per 22,7 miliardi a fine 2013 e a fine marzo, in assemblea, Marchionne ha detto che potrebbe proseguire senza rafforzamenti di capitale, aggiungendo però che il prestito convertendo (1,5 miliardi) resta possibile. Le alternative non gli mancano: Ipo di Ferrari o di Maserati.

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