Mobilitiamoci per tenere aperto il consolato a Detroit

JG

Nel 2009 dopo appena 10 giorni dall’annuncio della possibile chiusura del consolato a Detroit, l’allora Governatore del Michigan scrisse una lettera alle massime autorita’ italiane per chiedere un ripensamento della decisione.

Dal nuovo annuncio di chiusura sedi i 10 giorni saranno trascorsi lunedi’ prossimo: a che punto siamo?

Rispetto alla situazione di allora si sono verificate le condizioni che Jennifer Granholm anticipava: crescita nel numero di presenze italiane sia come persone fisiche che come aziende, incremento nel traffico commerciale nei due sensi, rilevante significativa presenza italiana a Detroit. Ci serve un consolato a Detroit? Possiamo permettercelo? Se si tratta di risparmiare, possiamo trovare delle soluzioni alternative ( trasferire la sede, ridurre i servizi forniti)? Vogliamo togliere il consolato per favorire la sua sostituzione con i patronati/sindacati (che comunque non rilasciano passaporti/documenti/cittadinanze eccetera)? A cosa ci serve un consolato a Detroit? L’Italia ha un consolato a Detroit da cent’anni, ed e’ l’unico paese della UE ad avere mantenuto un consolato nella citta’: e’ arrivata a Detroit la prima azienda privata italiana, con un investimento importante ( 65,8 miliardi di dollari di fatturato annuo, 70.386 dipendenti a giugno 2013), moltissime altre aziende l’hanno seguita ed altri la seguiranno: l’interesse italiano su Detroit e’ sceso talmente tanto da suggerire la chiusura del consolato? Se Detroit chiudesse con cosa verrebe sostituito, con un funzionario che ogni tanto viene da Chicago? Con un ufficio onorario?