CHIUSURA CONSOLATI: LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELLA FILP ESTERI

ROMA\ aise\ – “In relazione alla riunione informativa tenuta dal Direttore Generale per le Risorse e l’Innovazione, ambasciatore Belloni, circa la chiusura del 10% delle strutture operative prevista dal D. Lg . 95/2012 per ogni Amministrazione centrale e quindi anche per la nostra, FILP Affari Esteri Farnesina ritiene che la prospettata chiusura delle 33 Sedi all’estero rappresenti per il nostro Ministero una grave sconfitta dal punto di vista politico, economico e funzionale”.

È quanto si legge oggi in una nota del sindacato, in cui si critica la decisione di stilare la lista delle 33 sedi, tra cui scegliere quale chiudere, sottolineando come difendere gli uffici del Mae all’estero significa difendere “la serietà” di chi ci lavora, da un lato, e la pubblica amministrazione italiana, dall’altro.

“Come si è arrivati all’elenco di sedi da chiudere? Non avendo ottenuto alcun riconoscimento della specificità del MAE, si è proceduto a compilare un elenco di sedi attraverso calcoli approssimativi sui costi medi gestionali”, si legge ancora nella nota. “Sarebbe stato necessario operare con il bisturi, cominciando a chiudere le strutture marginali, individuando le partite di giro, rivedendo i conti della Cooperazione e via dicendo. Invece dobbiamo eliminare altre 20 Sedi (dopo le prime 13 già decise) e viene fornita ai Sindacati una lista “bloccata” di 32 Sedi (33, con l’aggiunta di Saarbrucken – ndr) sulla quale esprimerci per cercare di ottenere una qualche “grazia”. E siamo stati pure sollecitati ad “essere creativi”! Non c’è logica in questi tagli!”.

“L’Amministrazione – prosegue la nota – ha chiesto ai Sindacati di rendersi partecipi di questo “gioco della torre” nel quale qualche Sede – per buona sorte? — forse si salverà”. FILP Affari Esteri, si annuncia, “non parteciperà a questo gioco perché non condivide la logica con cui è stata concepita l’intera operazione. Qualsiasi decisione dovrà essere presa dall’Amministrazione che se ne deve assumere la piena responsabilità. Il declassamento del ruolo internazionale del nostro Paese conseguente a questi tagli arrecherà alla nostra immagine un danno probabilmente irreparabile. Questi tagli non perseguono nemmeno il criterio del risparmio e dell’ottimizzazione costi/benefici”.

“Diseconomie e sprechi non saranno colpiti, come ben sa anche l’Amministrazione”, prosegue il sindacato che propone “una diversa soluzione ispirata all’unico principio che deve essere rispettato, cioè a quello dell’interesse nazionale”.

“È sempre stato inutile arroccarsi nella difesa di privilegi anacronistici ma – si sottolinea – è suicida restare ora inermi di fronte ad attacchi pretestuosi, provenienti oltretutto da chi spera di salvare in extremis la propria fortuita carriera politica attaccando il personale del MAE. Chiediamo invece che i nostri Dirigenti e il nostro Ministro degli Esteri abbiano d’ora in poi il coraggio di sostenere le ragioni di un’Amministrazione che ancora funziona, nonostante che il suo bilancio “reale” sia solo di 166 milioni di Euro e sia uno dei più ridotti tra tutti i partner europei”.

La FILP Affari Esteri/Farnesina “è pronta a fare fronte comune nel perseguimento di obiettivi coerenti con le finalità generali. In tal senso chiediamo che, senza intaccare i servizi alle collettività, si proceda a razionalizzare dove il risparmio è maggiore ed è minore il danno all’interesse generale”.

“Per esempio – propone il sindacato – si potrebbero, innanzitutto, accorpare i Consolati Generali in Europa con le Ambasciate (vedi Londra, Parigi e Mosca); unificare in una sola Ambasciata le varie Rappresentanze presenti nella stessa città, come già giustamente suggerito per l’UNESCO (vedi inoltre Bruxelles, Vienna, Ginevra, Parigi OCSE); sfoltire le Ambasciate marginali in Europa (per esempio Montecarlo e San marino) mantenendo in quei Paesi i sevizi consolari. Siamo convinti che sia preferibile, dal punto di vista dell’interesse nazionale, assicurare ad esempio la presenza italiana a Detroit, piuttosto che quella di un Ambasciatore in una sede ove non svolge alcuna funzione politica che non possa essere esercitata dalla sede limitrofa. Difendiamo il nostro Ministero, difendiamo la nostra serietà e il nostro lavoro, difendiamo – conclude Filp Esteri – la Pubblica Amministrazione del nostro Stato!”. (aise)