PLENARIA CGIE/ LE RELAZIONI DELLE COMMISSIONI TEMATICHE

ROMA\ aise\ – Ultimo giorno di assemblea plenaria per il Consiglio generale degli Italiani all’Estero, riunito da mercoledì scorso alla Farnesina. Alla presenza del nuovo segretario esecutivo Marco Villani, dell’ambasciatore Cristina Ravaglia e del Ministro Giungi (Dgiepm), il segretario generale Elio Carozza ha dato la parola ai presidenti delle Commissioni tematiche che hanno proposto all’assemblea una sintesi dei loro lavori.

I COMMISSIONE. INFORMAZIONE

“Per la prima volta la mia è una comunicazione di risultati” ha esordito il Presidente Franco Siddi. “Sulla spinta delle tante istanze del Cgie e della Commissione, ribadite con una lobbing permanente presso la Presidenza del Consiglio e la Rai, oltre che con i contatti con la Ddgit, la stampa italiana all’estero è protagonista di due importanti novità. La prima sono le risorse che giungono dalla Legge di stabilità: 1 milione in più per i periodici, che si aggiunge ai 2 milioni di euro, cifra ferma da 10 anni. E poi ci sono i 200mila per le agenzie specializzate”. L’altra novità è la strada del regolamento approvato dalla Presidenza del Consiglio, per il quale si è spesa soprattutto la Fusie.

Un regolamento, ha detto Siddi, “che prevede per il futuro un’operazione di pulizia e di qualificazione della stampa italiana all’estero” visto che “assegna i contributi con maggiore rigore e a chi qualifica l’attività informativa”, assicurando al tempo stesso che “l’informazione “di base” abbia il suo diritto di accesso per loro una quota contributiva fissa per tutti”. Il regolamento, ha ricordato, “prevede anche un tetto massimo: una impresa editoriale non può avere più del 5% del totale (dunque 150mila euro); inoltre nessuno potrà avere contributi per più di 2 testate”. Per l’anno prossimo verranno anche “accelerate le procedure: la commissione, infatti, si riunirà entro marzo”.

Passando ai quotidiani, di “positivo” per Siddi c’è che “il nuovo regolamento qui è già in vigore e porta elementi di grande rigore”. Però il numero dei quotidiani italiani all’estero sta cambiando: in Australia sia “Il globo” che “La fiamma” sono diventati periodici, il “Corriere canadese” non esiste più, anche se una “cordata” vuole riaprirlo. Questo quotidiano “non ha neanche presentato domanda per i contributi per il 2012 anche se ha svolto attività regolarmente, quindi non li riceverà”.

Tutto a posto per “La voce del Popolo” di Fiume, la “Voce d’Italia” di Caracas e “Gente d’Italia” a Montevideo. Giudizio “sospeso” per “America oggi”: “la direzione non ha ancora inviato parte della comunicazione, speriamo lo faccia entro dicembre”.

Tutti secondo Siddi “devono cambiare marcia: ci si deve adeguare per essere all’altezza della sfida richiesta di trasparenza e professionalità”.

Buone notizie anche sulla Rai: “Rai Italia ha ripreso le trasmissioni autoprodotte che sono molto apprezzate sia dai connazionali che dalla direzione generale della Rai, che lo vuole trasmettere via radio in Italia i contenuti di “Community”: le parti dedicate alle consulenze sono molto apprezzate ed utili”. La Direzione generale della Rai, ha aggiunto Siddi, “è disponibile a incontrare Carozza, perché il tema “italiani nel mondo” possa entrare nel prossimo contratto di servizio e quindi nella convenzione “primaria” della Rai”. Infine Siddi ha chiesto un addetto stampa per il Cgie “per avere un’eco anche fuori da qui”.

II COMMISSIONE SICUREZZA E TUTELA SOCIALE

La commissione, ha spiegato la presidente Maria Rosa Arona, ha parlato di nuove mobilità, sottolineando che “il quadro normativo e le istituzioni non sono adeguate a queste nuove dinamiche”. Bisogna “conoscere bene il fenomeno, che non va banalizzato sotto l’etichetta “cervelli in fuga”: conoscere il fenomeno significa attuare buone e tempestive politiche basate su dati certi” posto che “è necessario intervenire per andare incontro alla richiesta di aiuto dei nuovi migranti. È inaccettabile che questo capitale umano non sia conosciuto. Auspichiamo che diverse amministrazioni sviluppino un monitoraggio di questo fenomeno migratorio e delle sue dinamiche”. Inoltre, “Ambasciate e consolati dovrebbero pubblicare sui loro siti un percorso orientativo per dare le informazioni opportune. Chiediamo al Comitato di presidenza di attivarsi presso la nostra Direzione Generale per presentare queste proposte”.

Quanto alla previdenza, l’Inps è ancora sotto accusa per la “farraginosità delle procedure amministrative che confondono i pensionati, che, lo ricordiamo, sono più di 400mila. Nonostante la procedura sia online, il sistema non evade le richieste nella forma e nei tempi previsti, inoltre spersonalizza la responsabilità di chi decide. Sono stati riscontrati – ha spiegato Arona – tempi e modi diversi per ciascuna pratica, secondo il funzionario di turno che se ne è occupato”. Inoltre, sugli indebiti accumulati dai pensionati “le comunicazione sono confuse”. Infine, per l’esistenza in vita, la Commissione chiede che “nella prossima gara d’appalto per la banca che paga le pensioni si preveda la possibilità della certificazione, attraverso i patronati, ma via mail”.

III COMMISSIONE DIRITTI CIVILI, POLITICI E PARTECIPAZIONE

Tanta carne al fuoco per la Commissione presieduta da Mario Tommasi viste le riforme all’esame del Parlamento. “Molto positivi”, dunque, gli incontri alla Camera e al Senato dove il Cgie è stato in grado di “fare proposte e non presentare la lista delle lamentele”. Per la Commissione si dovrebbe “ripetere l’esperienza anche in altre sedi: penso alle associazioni di categoria o a Confindustria, dove potremmo farci promotori della “risorsa italiani all’estero””.

Quanto alla riforma costituzionale e alla rappresentanza, la Commissione ha ribadito il suo fermo “no” allo “svilimento dei diritti di cittadinanze solo per gli italiani all’estero. Dopo lunghe battaglie non vogliamo ridiventare cittadini di serie b. Diciamo “no” alla proposta dei saggi di relegare gli eletti all’estero solo in Senato regioni e ribadiamo il nostro “sì” alla circoscrizione estero. Bisogna solo intervenire sul voto per corrispondenza, come diciamo da anni”.

Contraria la commissione anche al voto elettronico proposto per rinnovare i Comites: “il regolamento non è in linea con la legge in vigore; lo schema limita l’espressione di voto a quello elettronico nei seggi, ma la legge dice “anche” il voto elettronico non “solo”. È indispensabile assicurare la massima partecipazione istituendo più seggi possibili” cercando anche la “collaborazione delle associazioni per assicurare sia scrutatori volontari che locali gratuiti per i seggi”. Infine, la Commissione ha fatto sua la proposta della Continentale di Hannover per far votare alle prossime europee i cittadini europei per i candidati dei paesi di residenza. “In questo modo si potrebbero risparmiare le risorse dei seggi per dirottarle sulle elezioni di Comites e Cgie”. secondo Tommasi, inoltre, il voto elettronico oltre ad essere “costoso e complicato” farebbe calare così tanto la partecipazione che “ci potrebbe essere il rischio di un ricorso al Tar per la delegittimazione degli organismi eletti”.

IV. SCUOLA E CULTURA

Vice presidente vicario della Commissione, Tommaso Conte ha illustrato la situazione generalmente critica per il rientro in Italia di molti docenti: “per l’anno 2012-2013 sono rientrati in 141;  altri 68 nel 2013 – 2014; l’anno prossimo rientreranno altri 17 insegnanti e così a giugno 2015 il Mae già raggiungerà la quota di -400 che la spending review imponeva entro il 2017”. Per gli enti gestori quest’anno si avranno “10milioni e 100mila euro, mentre l’anno porssimo 10milioni e 800mila”. Conte ha quindi ringraziato l’Ufficio II della Dgit e il consigliere Antonini in particolare per le “molte informazioni messa a nostra disposizione”.

Detto questo, la Commissione intende “lavorare da subito sulla nuova circolare 13 che l’amministrazione sta preparando. Non aspettiamo che la Dgit ce la faccia avere finita e in attesa solo del parere, collaboriamo da subito”. Un altro “grazie” ad Antonini perché, ha spiegato Conte, “ha accettato di ripristinare i “piani paese” onnicomprensivi: un gruppo di lavoro all’interno della Commissione, insieme al Miur e alle due direzioni generali del Mae (Dgit e Sistema Paese) nazione per nazione prepareranno un piano che contenga tutto quello che lo stato italiano mette in campo sul fronte culturale, quindi non solo per enti gestori e insegnanti di ruolo, così da coordinare l’azione culturale del nostro Paese”.

La commissione, inolte, ha chiesto all’amministrazione di “sapere con anticipo quando e se il Mae decide di non dare più risorse ad un ente gestore per avviare un confronto con i consiglieri Cgie del Paese dove opera l’ente”.

Infine, Conte ha illustrato all’assemblea le decisioni del Gruppo di lavoro: “L’Ufficio II diretto da Antonini farà per il prossimo Comitato di Presidenza una ricognizione delle risorse che l’Italia mette in campo linguistico culturale. Il consigliere Lombardi ed io, di contro, insieme a Silvia Bartolini entro Natale manderemo a Miur e Mae un documento di indirizzo che parte dal documento finale del seminario dell’anno scorso, così da dare punti precisi sulla riforma della Legge 153”.

V COMMISSIONE. LAVORO E INTERNAZIONALIZZAZIONE

“Raccogliere la sfida dell’internazionalizzazione” perché “il comparto estero è fondamentale per le imprese italiane che sono più internazionalizzate che nel passato”, anche se “le pmi hanno più difficoltà sia per la struttura che per l’accesso al credito”. A ribadirlo è stato il presidente della Commissione Franco Santellocco che è tornato a chiedere di “coinvolgere e assegnare un ruolo alle comunità italiane all’estero”, anche o forse soprattutto in vista dell’Expo.

“Avevamo chiesto una rappresentanza di Expo 2015 a questa plenaria così che ci illustrassero il progetto italiani nel mondo: proponiamo un gruppo di lavoro e di collegamento con Expo 2015 per mettere in luce le potenzialità delle nostre comunità a sostegno della ripresa dell’economia nazionale”, ha detto Santellocco.

“A luglio, – ha ricordato – i Ministri Bonino e Zanonato hanno riunito la cabina di regia per l’Italia Internazionale che si proponeva di potenziare il piano 2013 e rilanciare le missioni all’estero. Hanno partecipato anche altri ministri e tutte le categorie di settore, ma non noi. Chiediamo dunque che il Comitato di Presidenza rappresenti al Mae l’opportunità che le comunità e le loro organizzazione siano coinvolte e abbiano un ruolo nell’attività di promozione del Sistema Italia”. Accolte con soddisfazione le notizie sulla cooperazione, Santellocco ha riferito le preoccupazioni delle Commissione su rappresentanza, voto elettronico per i comites e chiusure consolari.

VI COMMISSIONE “STATO-REGIONI-PROVINCE AUTONOME-CGIE”

Anche in questa commissione, ha spiegato il presidente Mario Casagrande, “abbiamo riaffermato il valore dei tre livelli di rappresentanza di cui è essenziale il mantenimento”. Sul Voto per i Comites, la commissione ha stabilito che “il modo di consegna delle credenziali per il pin, pensato dal Ministero, è troppo laborioso, e genera troppi disagi. Meglio il sistema che usano le banche, con il pin via internet”. Comunque, visto che il modo in cui si voterà è ancora “poco chiaro”, la Commissione propone la “istituzione di un tavolo tecnico con esperti di informatica, Farnesina e Cgie per esaminare la reale efficacia del voto telematico e raggiungere una percentuale di votanti almeno uguale alle passate elezioni”.

VII COMMISSIONE “NUOVE GENERAZIONI E GENERAZIONI NUOVE”

“Alla conferenza dei giovani avevamo chiesto loro massima partecipazione ai nostri organismi di rappresentanza. Non abbiamo potuto mantenere le nostre promesse. Speriamo che chi venne 5 anni fa, nonostante i 5 anni in più, non abbia perso fede e prenda la staffetta che noi volgiamo passare loro”. Così il presidente Carlo Erio è tornato a ribadire il bisogno di “rigenerare i nostri organismi di rappresentanza”.

Per farlo “bisogna trovare nuove motivazioni per avvicinare nuovamente i giovani” soprattutto in vista del prossimo voto: “bisogna organizzare meglio il terreno di incontro. Dal Cgie – ha detto Erio – deve partire l’invito ai giovani con un appello al volontariato; inoltre, Comites, associazioni e patronati devono pubblicizzare al massimo le elezioni, anche dentro le università, così facciano anche le regioni e le Camere di Commercio”. I Comites, inoltre, dovrebbero “migliorare la loro presenza online: non tutti hanno un sito o una pagina facebook: dobbiamo incitarli alla creazione del sito e a fare pubblicità al rinnovo dei Comites anche attraverso le radio locali”. Al Cgie la Commissione chiede un ultimo sforzo: “ricercare e ridare la possibilità ai 700 giovani di ritornare a partecipare. Nelle prossime riunioni Intercomites ci sia un delegato giovane per ogni Comites così da invitarne uno per nazione alla prossima plenaria”. Si tratta di “un ultimo colpo di coda per essere credibili e manifestare l’utilità di questi organismi”. D’altronde “bisogna scongiurare il rischio che, annullando la presenza amministrativa italiana all’estero chiudendo i servizi di prossimità, gli sportelli consolari e gli IIC cui i giovani si rivolgono, i giovani si allontanino dalla partecipazione alla vita del nostro paese, alle elezioni qualunque essere siano, insomma, alla partecipazione democratica”.

GRUPPO SANITÀ

Il presidente Pasquale Nestico è tornato ad aggiornare la plenaria sulla stato del questionario inviato ai Comites per avere un monitoraggio dell’assistenza sanitaria di cui godono i connazionali in ciascun Paese. Un progetto partito un po’ di tempo fa, che ancora non trova risposte da tutti, nonostante le rassicurazioni sulla privacy. Nonostante manchino dati da zone particolarmente importanti, Nestico e il gruppo rimangono convinti della utilità del mezzo: “fornisce al Cgie dati importanti e quindi continueremo a proporlo anche attraverso le associazioni e le regioni”.

Il Gruppo, inoltre, propone “di avviare contatti con organismi e autorità di altri paesi per approfondire i temi della salute e della protezione delle persone adottate nei diversi continenti. Contatti – ha aggiunto – anche con Ue e Oea per raccogliere informazioni sui singoli sistemi sanitari. Proponiamo che alla prossima plenaria ci sia una giornata seminariale per parlare di protezione sanitaria degli italiani all’estero con esperti del settore, sia italiani che europei e con quelli dei paesi di residenza dei connazionali più bisognosi”. Inoltre, ha spiegato Nestico, sarebbe utile avere un quadro sulle “strutture di assistenza italiane, storicamente presenti nel mondo. È necessaria una ricognizione sul loro numero, la loro tipologia gestionale, le caratteristiche, cioè se sono pubbliche o private. Molte sono di proprietà italiana, altre sono finanziate dall’Italia, altre ancora si sono trasformate in strutture private a gestione privatistica. A tutte potremmo avanzare proposte di cogestione o di utilizzo concordato per i nostri connazionali. Ecco perché – ha concluso – è importante avere una mappa dettagliata di queste strutture”. (ma.cip.\aise)