PLENARIA CGIE/ RAVAGLIA (DGIEPM): LE CHIUSURE FANNO MALE ANCHE A NOI! COME FUNZIONARI DOBBIAMO RISPETTARE LE LEGGI

ROMA\ aise\ – “Sono contenta che siate andati in Parlamento perché è lì che fanno le leggi”. Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, Cristina Ravagliaha risposto questa mattina alle critiche che il Cgie riunito in plenaria ha rivolto ancora una volta al Ministero degli Esteri.

Dalle risorse che mancano alle sedi che chiudono, la Farnesina è costretta suo malgrado a prendere decisioni che attuano le leggi approvate dal Parlamento: lo ribadisce più volte l’Ambasciatore Ravaglia, che cita il voto per i Comites, la riorganizzazione consolare e le prossime elezioni europee.

“Noi siamo funzionari dello Stato e dobbiamo applicare le leggi, compatibilmente con le risorse a disposizione. Se la legge che ha rinviato le elezioni dei Comites dice “seggi nei consolari e ove possibile altrove” e modalità informatica, così deve essere”, ha spiegato Ravaglia. “Non c’è scritto che modalità informatiche significa voto a distanza. Ci abbiamo pensato noi perché i seggi saranno pochi perché poche sono le risorse”. Per le elezioni dei Comites ci sono a disposizione 2 milioni di euro, cui da ieri se ne aggiungono altri: l’emendamento dei senatori eletti all’estero prevede infatti altri 2 milioni di euro che, però, devono servire sia al rinnovo dei Comites che a quello, conseguente, del Cgie.

Soldi, ha spiegato Ravaglia, che “non bastano per seggi sparsi sul territorio. Non ce la faremmo neanche con 4 milioni solo per i Comites”.

“Se il voto sarà informatico non sarà a distanza, ma si voterà solo nei seggi che possiamo aprire con i fondi a disposizione. Se la legge prevede che il voto sia personale e segreto – ha proseguito – significa che non possiamo mandare il pin nelle buste ordinarie. Le leggi non sono opinioni, ci possono piacere o meno, ma si devono rispettare”.

Sulla rete consolare, con la lista delle nuove sedi nelle mani dei consiglieri, Ravaglia ha spiegato che “le future chiusure non necessariamente saranno queste della lista: si tratta di un piano all’esame della Direzione Generale per le Risorse e l’Innovazione”. Il Direttore generale ha quindi respinto tutte le accuse di mancato dialogo: “il Direttore generale Belloni sta informando il Parlamento e tutti gli organismi che per legge devono essere informati tra cui voi: verrà venerdì qui a parlarne con voi, e voi sarete chiamati a dare il parere previsto dalla legge”.

“Come Direttore generale posso dirvi che le chiusure non piacciono a nessuno. Ve lo ha detto anche Belloni in Comitato di Presidenza: anche noi saremmo più felici con una grande rete consolare, con ogni sede piena di personale che lavora bene ed è felice, ma i soldi – ha sillabato ravaglia – non ci sono. I tagli non rispondono a dei capricci, ma alle leggi dello stato. Contemporaneamente cerchiamo di aggiornare la rete, aprendo dove riteniamo prioritario, ma in queste condizioni si chiude 10 per aprirne 2”.

Sul voto europeo chiamato in causa da Schiavone, Ravaglia ha confermato che Cgie e Farnesina “dal Ministro Bonino in giù” sono sulla stessa lunghezza d’onda e cioè: far votare gli italiani in Europa per i candidati dei Paesi di residenza, non per quelli italiani.

Un concetto che il Cgie ha ribadito alla continentale di Hannover, poi al Comitato del Senato e che la stessa Ravaglia ha rappresentato a Bonino, al momento dell’insediamento del Ministro. “Dobbiamo impegnarci tutti a superare un concetto superato”, ha ribadito il Direttore generale, che ha subito sottolineato l’evidente risparmio di soldi ed energie. “Risparmieremmo i seggi nei Consolati, che nel 2009 sono costati 10milioni e mezzo di euro. Visto che hanno votato in 80mila, significa 110 euro a voto. È una follia. Temo, però, che non ci riusciremo a cambiare la legge e che anche stavolta dovremo rimettere in piedi questo “ambaradam” che costa soldi dello Stato e risorse umane: nel 94 ero console a Monaco e so cosa significa montare 80 seggi in Baviera”.

Visto che per una volta Mae e Cgie sono “sulla stessa linea” Ravaglia ha inviato i consiglieri “ad adoperarsi finché c’è tempo, ma ce n’è poco; per modificare la legge abbiamo tempo fino al 31 dicembre, quando scadrà in Francia il termine per i nostri connazionali per iscriversi nelle liste degli elettori dei candidati francesi”.

A Carozza che ha criticato la tempistica – “noi lo andiamo dicendo dal 2004 e come al solito s’è aspettato l’ultimo minuto” – Ravaglia ha risposto battagliera: “io rispondo del presente: ai primi di marzo 2013, dopo le elezioni politiche, ci siamo subito attivati, il Ministro Giungi ed io. È stata una delle prime cose che abbiamo detto al Ministro Bonino che ha sposato in pieno la causa”. Quindi: tutti d’accordo, ma il tempo è tiranno. Le elezioni europee sono a maggio. Per chi voteranno i connazionali residenti in Europa con certezza nessuno lo sa. (m.cipollone\aise)

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