#Fiat si consola con gli Usa

Fiat si consola con gli Usa. A Piazza Affari il titolo sale dell’1,32% a 5,76 euro nonostante la previsione del Centro Studi Promotor che ha paventato una retrocessione in Serie C del mercato automobilistico italiano, considerato ancora uno dei principali del Vecchio Continente, in mancanza di un intervento da parte del governo per risolvere le attuali penalizzazioni come la pesante imposizione fiscale e, in generale, per dare slancio all’economia e alla ripresa.

Nel dettaglio, Csp ha previsto che quest’anno si chiuda con 1,295 milioni di immatricolazioni, un volume estremamente depresso che, con un calo del 48,1% sui livelli ante-crisi, ha riportato il mercato italiano sugli standard della metà degli anni ’70. Dovrebbe andare un po’ meglio l’anno prossimo con un aumento del 2,7% (1,33 milioni di autovetture immatricolate).

Fiat però si può consolare con il mercato statunitense: le principali società di analisi del mercato automobilistico Usa prevedono infatti per il gruppo Chrysler vendite in forte aumento a novembre. Secondo TrueCar.com, la casa di Auburn Hills controllata dal Lingotto dovrebbe chiudere il mese con una crescita delle vendite nel suo mercato nazionale del 15,5% annuo a 140.753 unità (+1,4% su base mensile), a fronte del +6,3% annuo del mercato nel suo complesso (+0,8% mese su mese), con più di 1,211 milioni di veicoli commercializzati. Pochi giorni fa era stata Edmunds.com a prevede ulteriori tassi di crescita per il mercato e per Chrysler.

Il titolo Fiat rimbalza oggi dai cali registrati nelle scorse sedute in seguito all’annuncio di lunedì circa le tempistiche dell’Ipo di Chrysler. Il Lingotto ha infatti comunicato che l’operazione non è completabile entro fine anno e che si lavorerà per realizzarla nel primo trimestre del 2014. Alcune fonti di stampa sostengono che lo slittamento sarebbe dovuto al mancato chiarimento da parte del fisco Usa sul trattamento fiscale dell’operazione.

“L’azienda non avrebbe ottenuto il via libera da parte della US Internal Revenue Service”, ha riportato oggi Intermonte che, confermando sull’azione il rating speculative buy e il target price di 6,8 euro, ha sottolineato: “se la notizia fosse confermata, riteniamo che si arriverebbe più velocemente all’Ipo”. E anche se lo sbarco in borsa non è ancora del tutto certo, Chrysler ha intanto scelto il New York Stock Exchange per l’eventuale quotazione.

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